Taskbar in alto su Windows 11: finalmente si può fare

Taskbar in alto su Windows 11

C’è una cosa che milioni di utenti chiedevano a Microsoft dal primo giorno di Windows 11: spostare la taskbar in alto. Una di quelle novità di tecnologia che sembrava non arrivare mai. Per anni la risposta era stata un secco no, con motivazioni tecniche che convincevano poco. Poi, il 15 maggio 2026, qualcosa è cambiato. La Windows 11 taskbar in alto è diventata realtà, almeno per chi partecipa al programma Insider Preview. E il resto degli utenti non dovrà aspettare ancora molto.

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Cinque anni di attesa per una funzione che c’era già

Chi veniva da Windows 10 lo sa bene: spostare la barra delle applicazioni era una cosa normalissima. Bastava un clic destro e potevi metterla dove volevi, in alto, di lato, ovunque. Con l’arrivo di Windows 11 nel 2021, quella flessibilità era sparita. La taskbar era bloccata in basso, centrata, e non si muoveva.

Taskbar in alto su Windows 11
Taskbar in alto su Windows 11: finalmente si può fare

Microsoft aveva giustificato la scelta parlando di un nuovo design con “piani simmetrici” e di difficoltà tecniche legate al riflusso delle app. Nel frattempo, strumenti di terze parti come Start11 ed ExplorerPatcher erano diventati popolari proprio perché riportavano quella flessibilità che il sistema operativo aveva tolto. Il Feedback Hub di Microsoft si era riempito di migliaia di voti per ripristinare la funzione.

Cosa cambia con la Build 26300.8493

A partire dalla Build 26300.8493, disponibile per i Dev Channel Insiders, la situazione è cambiata. La taskbar in alto su Windows 11 è ora configurabile direttamente dalle impostazioni di sistema, senza hack al registro o applicazioni esterne. Si può spostare in alto, a sinistra, a destra o tenerla in basso come sempre.

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Quando si attiva la modalità con icone più piccole, la barra diventa più compatta, le icone si riducono e lo schermo guadagna spazio verticale utile per le app. Il tutto senza riavviare il PC o disconnettersi dall’account. Diego Baca, Partner Director of Microsoft Design, ha confermato che spostare la taskbar era una delle funzioni più richieste in assoluto dagli utenti.

La cosa interessante è che funziona bene. Chi ha testato la Windows 11 taskbar in alto nella build Insider riporta che tutti gli elementi dell’interfaccia, il menu Start, la ricerca, il system tray e le impostazioni rapide, si adattano correttamente alla nuova posizione senza sbavature.

Il menu Start diventa più smart

Non c’è solo la taskbar mobile Windows 11Microsoft ha annunciato anche miglioramenti al menu Start: la sezione Raccomandati diventerà più intelligente, mostrando in modo più preciso le app e i contenuti usati di frequente. Una piccola cosa, ma che rende il menu Start Windows 11 2026 decisamente più utile rispetto a quello attuale, spesso riempito di suggerimenti poco pertinenti.

Sul fronte personalizzazione taskbar Windows 11, si parla anche di possibilità di configurare posizioni diverse per monitor diversi in ambienti multi-display, una funzione molto attesa da chi lavora con più schermi.

Quando arriva per tutti?

Per ora la Windows 11 taskbar in alto è disponibile solo per i Dev Channel Insiders, il canale più sperimentale del programma. Non c’è ancora una data ufficiale per il rilascio alla generalità degli utenti. Considerando però che il codice sembra già maturo e stabile, un arrivo nella seconda metà del 2026 è uno scenario probabile.

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Chi non vuole aspettare può iscriversi al programma Windows Insider direttamente dalle impostazioni di sistema, nella sezione Windows Update. Il rischio è qualche instabilità tipica delle build di test, ma niente che non si possa gestire su un PC non primario.

Perché ti dovrebbe interessare?

Perché la Windows 11 taskbar in alto non è solo una questione estetica. Per chi usa monitor ultrawide, per chi lavora tutto il giorno davanti allo schermo, o semplicemente per chi aveva costruito il proprio flusso di lavoro su Windows 10con la barra in cima, questa è una di quelle funzioni che cambia davvero il modo di usare il PC. Cinque anni dopo, Microsoft ha deciso di ascoltare. Meglio tardi che mai.

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