Addio fibra e Starlink? Taara Lightbridge porta internet con la luce
C’è una startup californiana che vuole mandare in pensione i cavi della fibra ottica e fare concorrenza a Starlink senza usare un solo satellite. Si chiama Taara, è uno spin-off di Alphabet, e il suo prodotto si chiama Taara Lightbridge. Trasmette internet tramite fasci laser invisibili nell’aria, fino a 20 chilometri di distanza, a velocità che la fibra di casa tua probabilmente non ha mai visto.
Come funziona Taara Lightbridge
Taara Lightbridge usa la cosiddetta connettività ottica a spazio libero (free-space optical): invece di infilare cavi nel terreno o mandare segnali via satellite, punta un fascio di luce concentrata da un dispositivo all’altro. I due apparecchi si installano su tetti o pali con visibilità diretta, e il gioco è fatto.
I numeri sono seri: 20 gigabit al secondo di velocità, distanza massima di 20 km, dispositivi grandi più o meno come un semaforo. Niente scavi, niente permessi per cavi sotterranei, niente attese per le infrastrutture tradizionali. Si monta e si accende.

Taara Lightbridge Pro, lanciato a febbraio 2026, spinge ulteriormente sul fronte dell’affidabilità con un uptime dichiarato del 99,999%, anche in condizioni meteo difficili. Era il tallone d’Achille storico dei sistemi ottici: la nebbia fitta o la pioggia intensa possono disturbare i fasci di luce. Lightbridge Pro sostiene di aver risolto il problema.
Taara Beam: il fratello minore più compatto
Accanto a Taara Lightbridge, l’azienda ha lanciato nel 2026 anche Taara Beam, un dispositivo più piccolo del 50% rispetto al predecessore. Pesa molto meno dei 29 kg di Lightbridge, si installa più facilmente, e trasmette a 25 Gbps su distanze fino a 10 km usando la luce nel vicino infrarosso.
I due sistemi sono progettati per lavorare insieme: Lightbridge copre le distanze lunghe e le aree difficili, Beam gestisce i collegamenti più ravvicinati in città o su campus aziendali. A supporto di tutto c’è un chip in fotonica su silicio, sviluppato internamente, che orienta la luce senza parti meccaniche in movimento. Un risultato tecnico non banale, raggiunto nel 2025, che è il cuore di tutta l’architettura.

Il confronto con Starlink
Il CEO di Taara, Mahesh Krishnaswamy, non va per il sottile: Taara Lightbridge può offrire connessioni da 10 a 100 volte più veloci di un’antenna Starlink, a costi inferiori. La latenza è più bassa perché il segnale non deve salire in orbita e tornare giù.
Il modello di business però è diverso. Taara non vende direttamente ai consumatori: lavora con operatori e carrier, che poi portano la connettività agli utenti finali. T-Mobile, SoftBank, Airtel e Digicel sono già tra i partner. La tecnologia è attiva in oltre 20 paesi, con test documentati a Nairobi, Kinshasa e al Coachella Valley Music Festival in California, dove ha gestito connessioni in un’area dove stendere cavi sarebbe stato impraticabile.
Dove ha senso usarla
Taara Lightbridge non punta a sostituire la fibra nelle città già cablate. Il focus è sull’ultimo miglio difficile: attraversare un fiume, collegare due quartieri separati da una vallata, portare connettività in zone remote dove scavare costerebbe troppo. Oppure in contesti temporanei come festival, cantieri o zone di emergenza.
Nel 2026 è in arrivo anche la miniaturizzazione del sistema in un microchip delle dimensioni di una punta di dito. Se ci riescono, la tecnologia diventa quasi plug-and-play e i costi scendono ancora.
Perché ti dovrebbe interessare?
Perché Taara Lightbridge risolve un problema reale che la fibra e i satelliti non hanno ancora risolto del tutto: portare internet veloce e stabile dove le infrastrutture tradizionali non arrivano, in tempi rapidi e senza devastare strade e marciapiedi. Non è fantascienza, è già operativo in 20 paesi. Vale la pena tenerla d’occhio.
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