Stop alla pirateria sportiva in Francia, arriva il blocco automatico stile Piracy Shield

ARCOM ottiene il potere di bloccare siti pirata sportivi in tempo reale, senza passare ogni volta dal tribunale.

pirateria sportiva in Francia

La pirateria sportiva in Francia sta per cambiare volto. Il Parlamento francese ha approvato una riforma che dà ad ARCOM, l’autorità francese per l’audiovisivo e il digitale, il potere di bloccare in tempo reale i siti che trasmettono illegalmente eventi sportivi in diretta. Una svolta che arriva dopo anni di rincorsa a domini che cambiavano indirizzo ogni pochi minuti pur di restare online durante le partite.

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Come funzionava finora la lotta alla pirateria sportiva in Francia

Fino a oggi il sistema francese contro la pirateria sportiva in Francia era lento e macchinoso. I titolari dei diritti tv dovevano prima ottenere un’ordinanza del tribunale per bloccare domini specifici, poi provider internet, servizi DNS e VPN erano obbligati a eseguire il blocco. Quando spuntava un nuovo sito, però, serviva un ulteriore controllo manuale da parte degli ispettori ARCOM, chiamati a verificare che la piattaforma stesse davvero trasmettendo contenuti protetti prima di ordinarne l’oscuramento. Un meccanismo che funzionava, ma con ritardi anche di diversi giorni, un problema enorme quando si parla di eventi live che durano novanta minuti.

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Questa lentezza ha reso finora la streaming pirata calcio Francia un fenomeno difficile da arginare davvero. I gestori dei siti illegali sapevano di avere ore, se non giorni, di vantaggio prima che scattasse un blocco effettivo, tempo più che sufficiente per far girare un link su Telegram o su un forum e incassare comunque gli abbonamenti.

Cosa cambia con la nuova legge

Con la legge antipirateria Francia 2026, approvata il 21 luglio, la fase di controllo preventivo viene eliminata. Una volta ottenuta l’autorizzazione iniziale dal tribunale, ARCOM potrà trasmettere automaticamente ai fornitori di connettività, ai resolver DNS e persino alle VPN i nuovi domini o indirizzi IP individuati durante la diretta, imponendone il blocco immediato. Il sistema mantiene comunque un controllo a posteriori, pensato per limitare il rischio di blocchi abusivi su siti legittimi, un problema che in Italia con Piracy Shield si è già presentato più volte.

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La legge deve ancora essere attuata nel dettaglio entro la fine dell’anno. Nel frattempo resta in vigore la vecchia procedura manuale, quindi chi segue la pirateria sportiva in Francia da vicino non vedrà cambiamenti immediati nelle prossime settimane.

Stop alla pirateria sportiva in Francia

Il confronto con l’Italia e Piracy Shield

Chi conosce il caso italiano riconoscerà lo schema. Da un paio d’anni AGCOM usa Piracy Shield per oscurare i siti pirata entro 30 minuti dalla segnalazione, un sistema che ha già portato al blocco di oltre 100mila portali illegali nell’ultimo anno. La Francia, dopo aver già stretto la morsa sulle VPN a inizio 2026 con una sentenza che obbligava NordVPN, Surfshark, ExpressVPN e ProtonVPN a bloccare oltre 200 domini sportivi, ora fa un passo ulteriore avvicinandosi in modo evidente al modello che l’Italia applica da tempo nella lotta alla pirateria sportiva in Francia.

Non è un caso che la strategia italiana contro la pirateria sportiva in Francia e non solo venga citata come riferimento anche a livello europeo, con la Commissione UE che l’ha indicata come esempio nelle sue raccomandazioni contro la pirateria degli eventi live.

Come già successo in Italia con l’evoluzione di Piracy Shield, che copre ormai anche film e serie tv, l’ARCOM blocco automatico rischia di diventare presto lo standard anche per altri tipi di contenuti oltre allo sport. Vale la pena ricordare che il contesto in cui si muove questa riforma è quello descritto nel nostro approfondimento sulla pirateria online in Italia, dove i numeri raccontano un fenomeno tutt’altro che marginale su scala europea.

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Cosa rischia chi guarda contenuti piratati

Se il modello italiano è un indizio di quello che aspetta i francesi, le conseguenze per gli utenti finali coinvolti nella pirateria sportiva in Francia non tarderanno ad arrivare. In Italia le multe per chi guarda partite su siti pirata vanno da 154 a 5.000 euro, con possibili risvolti penali per i casi più gravi legati a ricettazione e violazione del diritto d’autore. Le indagini degli ultimi mesi hanno anche smantellato reti di distribuzione ben più strutturate di un semplice sito amatoriale, come raccontato nel caso della app di pirateria streaming smantellata qualche mese fa, dove dietro un’interfaccia semplice si nascondeva un business da milioni di euro al mese.

Con il blocco IP e DNS in tempo reale in arrivo, anche in Francia la finestra di impunità per chi vende o usa abbonamenti IPTV illegali si restringe parecchio. E considerando quanto le leghe sportive stiano spingendo per proteggere i diritti tv sportivi, difficilmente la tendenza si fermerà qui.

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In definitiva

La pirateria sportiva in Francia entra in una nuova fase, meno tribunale e più automazione, esattamente come già successo in Italia. Chi ancora si affida a siti illegali per vedere lo sport in diretta farebbe bene a considerare che il margine di manovra si sta riducendo su scala europea, non solo italiana.

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