Società di recupero crediti sanzionata per aver usato un numero non più tuo

Arriva una nuova sanzione del Garante che ricorda quali regole devono rispettare le società di recupero crediti.

Società di recupero crediti sanzionata per aver usato un numero non più tuo

Società di recupero crediti sanzionata dal Garante per la protezione dei dati personali riporta l’attenzione su un tema che riguarda migliaia di italiani ogni anno, cosa può fare davvero chi ti contatta per un debito e dove finisce il confine della legalità. Il caso è recente e mostra bene quanto sia facile, per chi gestisce queste pratiche, superare quel confine.

Annunci
Hai 60 secondi? Ascolta il riassunto audio.

Cosa è successo

Il Garante ha comminato due sanzioni distinte, 50mila euro alla società titolare del trattamento dei dati e 30mila euroalla società incaricata materialmente del recupero del credito. Alla base c’è la segnalazione di un debitore che aveva notato qualcosa di anomalo, il suo numero di cellulare veniva utilizzato per contattarlo, peccato che quel numero non fosse più nella sua disponibilità da tempo. Una società di recupero crediti sanzionata proprio per questo, un controllo mancato sui dati usati per rintracciare le persone.

Società di recupero crediti sanzionata per aver usato un numero non più tuo

Dall’istruttoria è emerso che la società titolare non aveva vigilato a sufficienza sulle attività svolte da chi materialmente si occupava del recupero. Quella incaricata, dal canto suo, non aveva mai comunicato alla titolare che il debitore aveva chiesto spiegazioni su come fosse stato recuperato quel numero. Due mancanze diverse, un’unica conseguenza, la società di recupero crediti sanzionata su entrambi i fronti.

Cosa rischia chi ti contatta in modo scorretto

Chi lavora nel recupero crediti ha il diritto di contattarti per un debito reale, ma deve farlo rispettando regole precise, stabilite dal Garante fin dal 2005 e poi confermate con il GDPR. Non è consentito usare dati non aggiornati o non verificati, come nel caso appena descritto, e non è consentito nemmeno coinvolgere familiari, colleghi o vicini di casa per fare pressione. Ogni volta che questo accade, il rischio concreto è proprio quello di ritrovarsi come una società di recupero crediti sanzionata, con importi che possono arrivare anche a diverse decine di migliaia di euro.

Annunci

C’è poi un aspetto che spesso i debitori non conoscono, chiunque riceva un contatto di questo tipo ha il diritto di chiedere da dove arrivano i propri dati. Non è una richiesta formale che le società possono ignorare, e proprio l’aver ignorato questa richiesta ha pesato nella decisione del Garante, la stessa dinamica che ha portato alla società di recupero crediti sanzionata di cui parliamo oggi.

Cosa puoi fare se sei nella stessa situazione

Se ricevi un contatto per un presunto debito, la prima cosa da fare è verificare che il credito sia reale e non prescritto, prima ancora di discutere del metodo con cui sei stato contattato. Puoi sempre chiedere per iscritto l’origine dei tuoi dati personali, come previsto dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati, e la società è tenuta a risponderti. Se il contatto avviene tramite un numero che non ti appartiene più, o se vengono coinvolte altre persone senza motivo, hai la possibilità di segnalare tutto direttamente al Garante.

Vale la pena tenere sotto controllo anche la propria presenza digitale in generale, perché numeri di telefono, indirizzi e altri dati personali circolano più facilmente di quanto si pensi. Ne abbiamo parlato anche nella nostra guida all’anonimato online, utile per capire come ridurre l’esposizione dei propri dati, e nell’articolo su come proteggere il profilo social dagli hacker, che tocca alcuni degli stessi principi di base sulla sicurezza delle informazioni personali.

Quanto sono frequenti questi casi

Non è la prima volta che il Garante interviene su questo fronte, e difficilmente sarà l’ultima. Negli ultimi anni le segnalazioni legate al recupero crediti sono aumentate, complice anche la diffusione di database non sempre aggiornati con precisione. Una società di recupero crediti sanzionata oggi per un numero di telefono sbagliato potrebbe, in teoria, ritrovarsi nella stessa situazione domani per un indirizzo email o una residenza non più valida, se non cambia davvero il modo in cui verifica le informazioni prima di usarle.

Il problema di fondo, spiegano gli esperti del settore, è che molte agenzie di recupero lavorano su liste di contatti trasmesse dalle finanziarie o dalle banche senza controlli periodici, affidandosi a dati raccolti anche anni prima. Quando quei dati non vengono aggiornati, il rischio di contattare la persona sbagliata, o di usare un recapito che nel frattempo è cambiato proprietario, cresce in modo significativo.

Annunci

La situazione

Una società di recupero crediti sanzionata non è un caso isolato, e casi come questo ricordano che anche chi ha un debito reale conserva diritti precisi sul trattamento dei propri dati, diritti che vale sempre la pena conoscere prima di rispondere a una telefonata sospetta.

Infotelematico

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici per restare aggiornato su tech, smartphone e streaming – senza perderti nulla.

Commento all'articolo

Newsletter
Resta aggiornato con Infotelematico

Iscriviti gratis e ricevi le ultime notizie su tech, streaming e AI direttamente nella tua email.