Rimborso Disney+, paghi il Premium ma non ricevi quello che ti aspetti

Arriva la possibilità di chiedere un rimborso a Disney+ per chi paga il Premium ma non riceve la qualità video promessa.

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Chi paga il piano Premium di Disney+ per avere la qualità migliore potrebbe scoprire di aver ricevuto meno di quanto promesso, e in alcuni casi può chiedere indietro parte dei soldi. La questione del rimborso Disney+ è legata a una causa sui brevetti che da mesi sta creando problemi alla piattaforma in Europa, e conviene muoversi prima possibile.

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Chi può chiedere il rimborso Disney+

Chi valuta il rimborso Disney+ deve sapere che il tema riguarda soprattutto chi ha sottoscritto il piano Disney+ Premium, normalmente presentato con riproduzione fino al 4K UHD, supporto HDR e audio Dolby Atmos sui contenuti compatibili. Il solo possesso dell’abbonamento più caro non basta per ottenere automaticamente qualcosa indietro. Bisogna dimostrare che una funzione promessa al momento della sottoscrizione non è stata disponibile per un certo periodo, e contano il Paese dell’account, la data del contratto e il dispositivo usato.

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Prima di inviare qualunque richiesta di rimborso Disney+, conviene verificare che il problema non dipenda dal proprio televisore, dal cavo HDMI o dalla connessione. Il modo più affidabile è aprire le impostazioni dell’account, confermare la presenza del piano Premium e controllare alcuni film che in passato mostravano le indicazioni 4K UHD, HDR o Dolby Vision, per vedere quali formati compaiono adesso nella scheda del contenuto.

Perché è sparita la qualità Premium

Dietro tutto questo c’è una vicenda legale che va avanti da mesi. Come avevamo già raccontato quando Disney+ ha bloccato Dolby Vision in Italia, la causa riguarda un contenzioso sui brevetti tra Disney e la società americana InterDigital, titolare di brevetti legati alla codifica video HEVC usata per distribuire flussi 4K e HDR.

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Rimborso Disney+

La disputa InterDigital Disney brevetti è nata inizialmente in Germania, dove un tribunale ha stabilito che Disney violava alcuni diritti di InterDigital sulla gestione dinamica dell’HDR. Da lì la vicenda si è allargata, portando in certi periodi alla rimozione completa di Dolby Vision, HDR10+ e contenuti 3D in diversi Paesi europei, con l’estensione più recente arrivata a coprire undici Stati dell’Unione Europea, Italia compresa.

La situazione in Germania e in Italia

La parte più delicata riguarda proprio la Disney+ Germania, dove la limitazione è stata più pesante rispetto al resto d’Europa. Come avevamo già visto parlando di Disney+ senza supporto al 4K, agli abbonati tedeschi in certi momenti non è rimasta alcuna variante in 4K UHD o HDR, indipendentemente dal piano scelto, mentre in Italia il servizio ha mantenuto per lo più il 4K e l’HDR10, perdendo però il Dolby Vision.

Proprio per questo squilibrio, le associazioni tedesche dei consumatori ritengono che chi ha ricevuto meno di quanto promesso possa chiedere una riduzione del prezzo, ma precisano che il cliente deve attivarsi personalmente, l’accredito non arriva da solo.

Come funziona la richiesta

Per ottenere il rimborso Disney+ serve conservare le prove, schermate della scheda del contenuto, foto delle informazioni mostrate dal televisore, la data del controllo e la fattura dell’abbonamento. La richiesta va poi inviata al centro assistenza indicando l’account interessato, il tipo di piano, il periodo contestato e le funzioni mancanti, chiedendo una riduzione proporzionale calcolata sulla differenza tra il prezzo Premium e quello Standard nel periodo in cui la qualità è mancata.

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Non esiste al momento un accredito automatico generalizzato per tutti gli abbonati, ogni caso viene valutato singolarmente in base al contratto e alla durata del disservizio. Se la piattaforma non risponde entro un termine ragionevole, resta comunque possibile rivolgersi a un’associazione di tutela dei consumatori del proprio Paese.

Cosa fare se non vuoi aspettare

C’è anche chi preferisce non entrare in questa procedura e valuta semplicemente di cambiare piano, passando dal Premium allo Standard con pubblicità in attesa che la situazione si risolva. È una scelta legittima, ma va tenuta separata dalla richiesta di rimborso Disney+, perché modificare l’abbonamento non restituisce quanto già pagato nei mesi precedenti. Per le somme già versate serve comunque una richiesta a parte, anche se nel frattempo si decide di cambiare tariffa.

Vale la pena ricordare che la vicenda InterDigital Disney brevetti non ha una scadenza definita. Disney può presentare appello, e la disponibilità di Dolby Vision e degli altri formati potrebbe cambiare ancora nei prossimi mesi, sia in meglio che in peggio. Chi tiene sotto controllo il proprio abbonamento oggi avrà più elementi per far valere le proprie ragioni domani, qualunque sia la direzione in cui evolverà la causa.

In definitiva

Il rimborso Disney+ non è garantito a tutti, ma chi ha davvero pagato per una qualità mai ricevuta ha strumenti concreti per farsi sentire, a patto di documentare tutto per bene e di muoversi prima che la situazione cambi ancora, come sta già succedendo da mesi su questo fronte.

Fonte

Infotelematico

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