Rimborso Amazon Prime Video per la pubblicità: chi può averlo e come
Ad aprile 2024 Amazon ha introdotto la pubblicità su Prime Video in Italia, senza chiedere il consenso esplicito degli utenti. Molti abbonati non sapevano di avere diritto a un rimborso Amazon Prime Video pubblicità e di poter disdire senza perdere soldi. Grazie all’intervento di Altroconsumo, la situazione è cambiata, almeno in parte.
Cosa è successo con la pubblicità su Prime Video
Dal 9 aprile 2024, tutti gli abbonati italiani a Prime Video hanno iniziato a vedere annunci pubblicitari prima e durante film e serie TV. Amazon ha giustificato la scelta con la necessità di finanziare nuovi contenuti, specificando che gli spot sarebbero stati “significativamente inferiori rispetto alla TV tradizionale”. Vero o no, il punto è che nessuno aveva dato il proprio consenso esplicito a questo cambiamento.

Chi voleva tornare alla visione senza interruzioni aveva una sola strada: pagare 1,99 euro in più al mese per il piano Prime Video senza pubblicità. Su base annua significa quasi 24 euro extra, che si sommano ai 49,90 euro dell’abbonamento base. Una mossa che non è passata inosservata alle associazioni dei consumatori, né agli utenti che seguiamo nelle nostre guide sulla sezione streaming.
L’accordo con Altroconsumo: come richiedere il rimborso Prime Video
Altroconsumo, attraverso la rete EuroConsumers, ha sollevato il problema direttamente con Amazon: molti clienti non erano stati informati in modo chiaro del proprio diritto di recedere dall’abbonamento e ottenere un rimborso al momento dell’introduzione degli annunci pubblicitari.
Il risultato è stato un accordo. Amazon ha accettato di offrire nuovamente ai clienti idonei la possibilità di cancellare l’abbonamento e ricevere il rimborso Amazon Prime Video pubblicità, con una finestra di 30 giorni dalla comunicazione via email. Non è una procedura automatica: bisogna agire entro i termini indicati nell’email ricevuta da Prime Video.
Il processo è semplice: per richiedere il rimborso Amazon Prime Video pubblicità, accedere all’account, andare su “Gestisci abbonamento Prime”, selezionare la cancellazione e verificare se compare l’opzione di rimborso. Se l’abbonamento non è stato utilizzato nel periodo in corso, il rimborso è integrale. In caso contrario, Amazon applica un calcolo proporzionale all’utilizzo effettivo.
Una vicenda simile era già emersa con altri servizi: anche il rimborso abbonamento Netflix in caso di interruzione del servizio ha dimostrato che i consumatori italiani hanno più tutele di quanto pensino.

Come disdire e ottenere il rimborso Amazon Prime Video pubblicità
Per disdire Amazon Prime e chiedere il rimborso, il percorso ufficiale è:
- Accedere ad Amazon.it e andare su “Il tuo account”
- Selezionare “Prime” e poi “Gestisci il mio abbonamento”
- Cliccare su “Disdici il mio abbonamento”
- Verificare se è disponibile un rimborso nella schermata successiva
Se l’abbonamento è stato sottoscritto tramite App Store di Apple o Google Play, la disdetta va effettuata dallo store, non dal sito Amazon. I tempi di accredito del rimborso Amazon Prime Video pubblicità variano tra i 14 e i 30 giorni, a seconda del metodo di pagamento utilizzato.

Prime Video senza pubblicità: quanto costa tenerlo
Per chi preferisce restare abbonato senza rinunciare alla visione pulita, il costo di Prime Video senza pubblicità è di 1,99 euro al mese, da aggiungere all’abbonamento Prime standard. Non esiste un’opzione annuale, il che significa che si può cancellare in qualsiasi momento senza perdere soldi.
Gli eventi live, come le partite di Champions League trasmesse in esclusiva, continuano a includere pubblicità anche con il piano a pagamento: questa è una clausola che in molti non notano prima di sottoscrivere.
Il caso USA: accordo da 2,5 miliardi con la FTC
La vicenda italiana è piccola rispetto a quello che è successo negli Stati Uniti. La FTC (l’autorità americana per la concorrenza) ha accusato Amazon di aver iscritto gli utenti a Prime con procedure poco chiare e reso intenzionalmente difficile la cancellazione. L’accordo raggiunto vale 2,5 miliardi di dollari, comprensivi della sanzione, e prevede rimborsi fino a 51 dollari a persona per chi ha sottoscritto Prime tra il 2019 e il 2025.
Un caso che, insieme alla sentenza tedesca sui rincari non comunicati correttamente (con rimborsi potenziali fino a 62,70 euro in Germania), dimostra che la pressione legale su Amazon in materia di trasparenza è tutt’altro che finita. Nel frattempo, per chi vuole restare aggiornato su bonus e agevolazioni digitali, vale la pena controllare anche il bonus decoder 2026, un’altra misura pensata per tutelare i consumatori nel settore tech.
La situazione
Il rimborso Amazon Prime Video per la pubblicità non è automatico e non è garantito per sempre: chi ha ricevuto l’email da Amazon aveva 30 giorni per agire, e quella finestra è già chiusa per la maggior parte degli utenti. Tuttavia, la pressione delle associazioni dei consumatori continua, e non è escluso che arrivino nuove opportunità. Tenere d’occhio le comunicazioni ufficiali di Amazon e i canali di Altroconsumo è il modo migliore per non perdere eventuali aggiornamenti.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici per restare aggiornato su tech, smartphone e streaming – senza perderti nulla.






Commento all'articolo