Pirateria Telegram, l’AI scopre 1.101 canali illegali

Arriva Anti-RIP, il sistema AI che stana i canali pirata su Telegram e ha già portato alla chiusura di centinaia di canali illegali in poche settimane.

Pirateria Telegram

Un nuovo studio accademico conferma quello che molti già sospettavano, la pirateria Telegram è un fenomeno diffuso e in crescita, alimentato da centinaia di canali e bot che distribuiscono film, serie tv e persino credenziali rubate di servizi streaming. La ricerca ha analizzato oltre mille canali attivi tra dicembre 2023 e gennaio 2026, mappando per la prima volta le tecniche usate per aggirare i controlli.

Annunci

Pirateria Telegram, come funzionano canali e bot

Il meccanismo dietro alla pirateria Telegram non è nuovo ma si è raffinato negli anni. I canali pirata Telegramfunzionano attraverso download diretti, link a canali secondari, e collegamenti esterni verso cloud storage, siti di streaming e reti Torrent. In molti casi entrano in gioco anche i bot pirateria Telegram, strumenti automatizzati che gestiscono richieste, distribuiscono contenuti su richiesta e a volte vendono credenziali rubate di Netflix, Disney+ e altri servizi. Un fenomeno simile era già emerso quando è stata smantellata una nota app di pirateria streaming, segno che gli utenti si spostano rapidamente da una piattaforma all’altra non appena una viene chiusa.

Hai 60 secondi? Ascolta il riassunto audio.

Rispetto ai siti pirata tradizionali o alle liste IPTV, Telegram offre un vantaggio pratico non da poco. Un dominio web può essere oscurato in poche ore da un provvedimento delle autorità, mentre un canale Telegram si può ricreare in pochi minuti con un nome leggermente diverso, portandosi dietro parte degli iscritti tramite i canali secondari collegati. Questo rende la piattaforma particolarmente resistente ai tentativi di chiusura.

Pirateria Telegram, come funzionano canali e bot

Lo studio dietro i numeri

I ricercatori della Louisiana State University e della University of Texas Arlington hanno passato al setaccio 1.057 canali, per un totale di oltre 209.000 post unici pubblicati tra dicembre 2023 e gennaio 2026. Per etichettare i contenuti ed evitare falsi positivi hanno usato il modello Gemma 3 27B di Google, addestrato a riconoscere pattern tipici della distribuzione pirata anche quando i canali usano nomi o descrizioni ambigue per non farsi individuare dai controlli automatici di Telegram stesso.

Annunci

Chi ci rimette di più

Dai dati raccolti emerge una gerarchia precisa. La quota maggiore di contenuti piratati appartiene a Toei Company, la casa di produzione giapponese dietro One Piece e Dragon Ball, che da sola copre il 17% del totale. Segue Netflix con il 15%, poi Warner Bros al 12,4% e Universal Pictures al 9,1%. Non è la prima volta che le piattaforme di streaming italiane e internazionali si trovano a fronteggiare questo tipo di emergenza, tant’è che anche AGCOM è intervenuta più volte contro la pirateria di film e serie tv, cercando di arginare un fenomeno che si sposta rapidamente da una piattaforma all’altra.

Oltre allo streaming di contenuti già usciti, lo studio segnala un secondo filone di attività più subdolo, quello della vendita di credenziali rubate. Alcuni canali offrono accessi a account Netflix, Disney+ e altri servizi a prezzi ridicoli rispetto all’abbonamento originale, spesso ottenuti tramite phishing o violazioni di database altrove. Chi acquista queste credenziali rischia non solo conseguenze legali ma anche di perdere l’accesso da un momento all’altro, visto che gli account vengono disattivati non appena il fornitore originale se ne accorge.

Anti-RIP, l’intelligenza artificiale che dà la caccia ai canali pirata

Oltre a fotografare il problema, i ricercatori hanno costruito uno strumento pensato per contrastarlo attivamente. Si chiama Anti-RIP, un sistema di intelligenza artificiale capace di scandagliare Telegram alla ricerca di canali sospetti, analizzando testo, immagini e comportamento di pubblicazione per distinguere un canale pirata da uno legittimo. Nei test ha individuato 1.101 canali pirata, e di questi 524 sono stati chiusi dopo la segnalazione diretta a Telegram e alle case cinematografiche coinvolte. Un tasso di successo che, seppur parziale, mostra come l’automazione possa affiancare il lavoro finora manuale, come raccontiamo spesso nelle ultime notizie tech che seguiamo sul sito.

Resta da capire quanto questi strumenti riusciranno a tenere il passo con la velocità con cui nascono nuovi canali. Ogni chiusura, per quanto efficace, lascia spazio a un replicante che riparte da zero iscritti ma recupera terreno in fretta grazie ai link incrociati tra canali. È una corsa continua tra chi individua e chi si nasconde, e per ora nessuna delle due parti sembra destinata a vincere in modo definitivo.

Annunci

In definitiva

La pirateria Telegram non sparirà dall’oggi al domani, ma studi come questo e strumenti come Anti-RIP restringono lo spazio di manovra per chi gestisce questi canali. Vale la pena tenerli d’occhio, perché la prossima chiusura di massa potrebbe arrivare prima di quanto si pensi.

Fonte

Infotelematico

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici per restare aggiornato su tech, smartphone e streaming – senza perderti nulla.

Ultime notizie tech, offerte Amazon e streaming gratis. Guide pratiche, MotoGP, Formula 1, calcio e app selezionate ogni giorno.

Commento all'articolo

Newsletter
Resta aggiornato con Infotelematico

Iscriviti gratis e ricevi le ultime notizie su tech, streaming e AI direttamente nella tua email.