Pirateria online Italia 2025: 20 milioni di italiani ancora pirati
I numeri sulla pirateria online Italia 2025 fanno sempre un certo effetto, anche quando la tendenza va nella direzione giusta. Secondo la ricerca FAPAV/Ipsos Doxa presentata a Roma agli Stati Generali della lotta alla pirateria, nel 2025 il fenomeno ha coinvolto il 37% della popolazione italiana, pari a circa 20 milioni di persone. Il danno stimato per il Sistema Paese è di 2,3 miliardi di euro di fatturato perso. Non un numero astratto: dietro ci sono 902 milioni di PIL evaporati, 408 milioni di mancate entrate fiscali e circa 11.100 posti di lavoro persi o mai creati.
Il calo c’è, ma 20 milioni sono ancora tanti
La buona notizia esiste. Rispetto al 2024 la Pirateria online Italia 2025 cala del 4%, e guardando al biennio la riduzione raggiunge il 7%. In termini concreti significa che oltre un milione di persone ha smesso di piratare contenuti negli ultimi due anni. Il segnale più incoraggiante arriva dai più giovani: tra i 10 e i 14 anni l’incidenza scende al 37%, minimo storico, rispetto al 40% del 2024 e al 45% del 2023. Un dato che suggerisce che le campagne di sensibilizzazione e le nuove normative stanno cominciando a cambiare qualcosa nei comportamenti delle generazioni più giovani.

Tra gli adulti la situazione è più ferma. Chi ha piratato almeno una volta nell’ultimo anno resta al 37%, con una stima di 290,6 milioni di atti di pirateria, in calo del 9% rispetto al 2023. I numeri assoluti restano alti, ma la pirateria online Italia 2025 conferma almeno una direzione: quella giusta.
Film, serie e sport: i contenuti più piratati
I contenuti più colpiti dalla pirateria online Italia 2025 sono i film, con un’incidenza del 28%, seguiti da serie e fiction al 23%, programmi televisivi al 19% e sport live al 14%. Quest’ultimo dato è interessante: per la prima volta dal 2021 si registra una lieve flessione nell’incidenza della pirateria sportiva, anche se chi ha piratato sport nel 2025 lo ha fatto più spesso rispetto agli anni precedenti, con un aumento degli atti illeciti dell’8% rispetto al 2023. Meno pirati, ma più attivi.

Il Piracy Shield, il sistema di blocco rapido dei siti illegali introdotto dalla normativa antipirateria italiana, viene citato tra i fattori che hanno contribuito al calo. Una parte degli utenti IPTV illegali si è spostata su servizi legali, anche grazie alla maggiore consapevolezza dei rischi. Lo avevamo già visto con le operazioni contro i network più grandi: ne avevamo parlato nell’articolo sull’app di pirateria streaming smantellata e sul fronte internazionale con Google e LaLiga contro la pirateria.
La percezione del problema resta distorta
C’è un dato che colpisce più degli altri. Il 60% degli italiani adulti considera la pirateria un comportamento grave da perseguire legalmente, ma tra chi pira attivamente solo il 48% riconosce la gravità delle proprie azioni. Il 42% le ritiene per nulla gravi. Tra i fruitori di IPTV illegale, il 72% ammette che il fenomeno danneggia l’economia e la società, eppure continua. Solo il 41% degli utenti riconosce il legame tra pirateria e criminalità organizzata, mentre sono più diffusi i timori legati a virus, furto di dati e rischi finanziari legati alle piattaforme illegali.
Il 71% degli adulti conosce l’esistenza della nuova legge antipirateria, entrata in vigore due anni fa, e il 62% la considera efficace. Per chi cerca alternative legali e convenienti ai servizi di streaming, l’offerta legale non è mai stata così ampia e accessibile come oggi.
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Scopri GamsGoLa situazione sulla Pirateria online Italia 2025
La pirateria online Italia 2025 è un fenomeno in lenta ma costante diminuzione. I dati FAPAV/Ipsos Doxa dicono che la strada imboccata con il Piracy Shield e le campagne di sensibilizzazione sta funzionando, almeno in parte. Restano però 20 milioni di italiani che ogni anno sottraggono 2,3 miliardi all’industria audiovisiva italiana. Il problema non è risolto, è solo più piccolo di prima.
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