Il pc non riconosce la RAM? Controlla questo prima di comprare un banco nuovo

Prima di ordinare un banco nuovo conviene escludere polvere, contatti e un limite nascosto dentro Windows. Otto verifiche in ordine, dalla più semplice alla più invasiva, per capire se il problema è davvero la memoria.

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Se il pc non riconosce la RAM appena installata, nella maggior parte dei casi non è il banco a essere difettoso. Prima di ordinarne uno nuovo conviene escludere le cause banali, cioè un modulo non inserito fino in fondo, polvere nello slot o un limite rimasto attivo dentro Windows. Sono controlli gratuiti che richiedono pochi minuti e risolvono la gran parte delle situazioni.

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Perché il pc non riconosce la RAM, le cause più frequenti

I motivi sono sempre gli stessi e quasi mai esotici. Il modulo non è inserito correttamente, e basta un millimetro perché i contatti non lavorino. Lo slot è sporco di polvere, cosa normalissima in un desktop aperto di rado. Il banco è effettivamente guasto, oppure lo è lo slot che lo ospita. La memoria non è compatibile con la scheda madre, per tipo, frequenza o capacità massima supportata. Le impostazioni del BIOS sono sballate. Oppure hai mischiato moduli diversi che insieme non vanno d’accordo.

Esiste poi una situazione completamente diversa, cioè il computer che si accende regolarmente ma mostra meno memoria di quella installata. Quella parte la trovi più avanti, perché la soluzione non passa dal cacciavite.

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Cosa fare quando la RAM non viene rilevata

La regola è procedere dal rimedio più semplice al più invasivo, senza saltare passaggi.

Spegni tutto davvero. Non basta il riavvio, serve lo spegnimento completo, poi stacca il cavo di alimentazione e tieni premuto il pulsante di accensione per una decina di secondi, così scarichi la corrente residua.

Poi passa a reinserire i banchi di RAM. Apri le clip laterali, sfila il modulo, rimettilo dentro premendo con decisione fino a sentire lo scatto di entrambe le clip. La pressione necessaria sorprende sempre chi lo fa la prima volta, perché sembra di dover forzare.

Pulisci i contatti dorati con un panno asciutto e togli la polvere dallo slot con aria compressa. Niente liquidi, niente alcol versato a caso.

Se hai più moduli, provali uno alla volta. Un solo banco inserito per volta ti dice subito quale funziona e quale no. Cambia anche slot, perché la scheda madre ha una posizione consigliata per il singolo modulo, spesso quella indicata come A2, e il manuale della scheda madre lo specifica sempre.

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Entra infine nel BIOS e guarda se la memoria viene contata lì. Se il BIOS UEFI la vede e Windows no, il problema è nel sistema operativo, non nell’hardware. Se non la vede nemmeno lì, resta il reset del CMOS, che si fa con il ponticello apposito o togliendo la batteria CR2032 per qualche minuto, sempre seguendo le istruzioni della tua scheda madre. È lo stesso approccio metodico che serve quando si affronta uno schermo nero dopo un aggiornamento, cioè escludere una causa alla volta invece di cambiare tutto insieme.

Quando il pc non vede tutta la RAM ma si accende

Qui cambia tutto, ed è il caso che manda più gente a smontare il computer per niente. Il PC parte, funziona, ma nelle proprietà del sistema leggi una cifra più bassa di quella che hai installato.

Il primo controllo dura trenta secondi. Premi Windows più R, scrivi msconfig, vai su Opzioni di avvio e apri le Opzioni avanzate. Lì trovi una casella chiamata Memoria massima. Nella quasi totalità dei casi deve restare deselezionata, perché se è spuntata Windows userà soltanto il valore indicato e ignorerà il resto. Attenzione, perché molte guide dicono di spuntarla e inserire il valore corretto in megabyte, ma il consiglio giusto è l’opposto, cioè toglierla del tutto e lasciare che sia Windows a gestirsi la memoria.

Se la casella era già deselezionata, la differenza che vedi è quasi sempre memoria riservata all’hardware. Il BIOS e i driver si prendono la loro fetta, e se hai una grafica integrata quella fetta diventa consistente perché la scheda video usa la RAM di sistema. Qualche centinaio di megabyte, o anche uno o due gigabyte su una macchina con grafica integrata, rientra nella normalità. Diverso è il caso in cui metà della memoria totale risulti riservata, situazione che non è normale e merita un controllo del BIOS e dei driver del produttore.

Un’ultima verifica riguarda la versione di Windows. Un sistema a 32 bit non supera i 3,5 GB utilizzabili per limite architetturale, a prescindere da quanto hai montato dentro.

Se dopo tutto questo la RAM resta invisibile

A quel punto la diagnosi è semplice. Se un banco che sai funzionante va in uno slot ma non in un altro, il problema è lo slot RAM danneggiato oppure la scheda madre. Se invece lo stesso banco non viene visto in nessuna posizione mentre gli altri sì, allora il modulo è da sostituire.

Quando il pc non riconosce la RAM il consiglio che vale più di tutti è non dare per morto il modulo prima di aver testato banchi e slot separatamente. Capita spesso di comprare un modulo nuovo per poi scoprire che il colpevole era lo slot, e a quel punto i soldi sono già andati.

pc non riconosce la RAM
Il pc non riconosce la RAM? Controlla questo prima di comprare un banco nuovo

Vale la pena ricordare che una parte della memoria viene occupata dai programmi che tieni aperti, e qualche software pesante può dare l’impressione che ne manchi. Se lavori con foto o video, dare un’occhiata ai programmi gratis per l’editing più leggeri aiuta più di un banco aggiuntivo. E se nel frattempo ti stai guardando intorno tra le novità di sistema, abbiamo parlato anche del nuovo cursore di Windows 11 spuntato nella documentazione Microsoft.

Trovi altri interventi di questo tipo raccolti nelle nostre guide, dove partiamo sempre dai controlli gratuiti prima di suggerire un acquisto.

Fonte

Infotelematico

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