Novità Waze, arriva Gemini e cambia tutto
Da ieri chi apre Waze per andare al lavoro si accorge di qualcosa di diverso. Google ha rilasciato un pacchetto di novità Waze che tocca praticamente ogni parte dell’app, dai motociclisti a chi odia dettare comandi vocali rigidi. Il filo conduttore è uno solo, Gemini, il modello AI di Google che ora è integrato più a fondo che mai nella navigazione.
Le novità Waze annunciate ieri sul blog ufficiale The Keyword sono quattro, e non tutte pesano allo stesso modo. C’è chi cambierà davvero il modo in cui usi l’app ogni giorno, e chi invece è più un tocco di rifinitura.
Non è un caso che arrivino proprio ora. Google sta spingendo Gemini dentro praticamente ogni prodotto che gestisce, da Gmail a Google Foto, e Waze era uno dei tasselli mancanti più evidenti. L’app conta centinaia di milioni di utenti attivi in tutto il mondo, e una parte enorme del suo valore dipende proprio dalla community che segnala in tempo reale cosa succede sulla strada. Rendere quelle segnalazioni più semplici da fare, quindi, non è un dettaglio cosmetico, è la base su cui si regge l’intero servizio.
Modalità Moto, la novità più concreta
La prima delle novità Waze riguarda chi guida su due ruote. Fino a oggi i navigatori, Waze compreso, calcolavano percorsi pensati per le automobili, ignorando le esigenze specifiche di uno scooter o di una moto. La nuova modalità Moto cambia le carte in tavola, l’app elabora itinerari che considerano scorciatoie e restrizioni non applicabili alle quattro ruote, e avvisa di pericoli come buche, dossi, attraversamenti pedonali rialzati e ponti stretti.

Chi ha già seguito le nostre guide su Manus AI sa quanto lavoro c’è dietro un sistema capace di adattare il proprio comportamento a un contesto specifico, ed è più o meno questo il tipo di logica applicata qui alla mobilità su due ruote. Fino a poco tempo fa chi girava in moto doveva affidarsi a intuito ed esperienza personale per evitare le strade peggiori, ora questo compito passa in buona parte all’algoritmo.
Segnalazioni a voce anche per la mappa
La seconda delle novità Waze riguarda il Conversational Reporting, la funzione che già permetteva di segnalare traffico o incidenti semplicemente parlando. Ora si può usare anche per aggiornare la mappa vera e propria. Basta dire una frase come “la strada qui è chiusa” perché Waze invii la segnalazione ai redattori locali, che verificano e aggiornano il dato per l’intera community. È già in distribuzione globale su iOS e Android.

Cercare la destinazione parlando
Terza tra le novità Waze, la ricerca vocale della destinazione. Con un tap sull’icona del microfono si può chiedere all’app di trovare un posto ponendo domande in linguaggio naturale, tipo “portami al ristorante più vicino ancora aperto”, e Gemini risponde con un elenco di opzioni tra cui scegliere sempre a voce, senza toccare lo schermo.
Percorsi su misura, basati sulle tue abitudini
L’ultima delle novità Waze riguarda la personalizzazione dei percorsi. L’app ora tiene conto non solo del traffico in tempo reale ma anche della cronologia di guida dell’utente. Se di solito preferisci l’autostrada a una serie di strade locali piene di stop, Waze ti proporrà per primi i percorsi che rispecchiano quell’abitudine. La funzione, per chi non la vuole, si può disattivare dalle impostazioni.
Non è la prima volta che vediamo un’app di uso quotidiano trasformarsi grazie a un modello linguistico, e le novità Waze ne sono un buon esempio pratico. Lo stesso approccio, applicato a scopi diversi, lo trovi anche in SIA, il framework open source che punta a rendere autonomo l’aggiornamento di un sistema AI.
Perché conviene prestarci attenzione
Le novità Waze raccontano bene dove sta andando Google, ovvero spingere Gemini dentro ogni prodotto che usiamo tutti i giorni, non solo nei chatbot. Per un automobilista comune il vantaggio pratico è chiaro, meno distrazioni allo schermo e più interazioni naturali mentre si guida. Resta da vedere quanto queste funzioni funzioneranno bene fuori dagli Stati Uniti e in condizioni di traffico reale italiano, dove la community di segnalazioni è meno densa rispetto ad altri mercati, e dove le abitudini di guida, tra strade strette e cartelli non sempre chiari, mettono alla prova qualsiasi sistema pensato altrove.
C’è anche un altro aspetto da considerare, quello della privacy. Un’app che impara le tue abitudini di guida raccoglie inevitabilmente più dati su di te rispetto a un semplice navigatore. Google assicura che la funzione di personalizzazione dei percorsi si può disattivare in qualsiasi momento, ma vale la pena tenerlo presente prima di lasciare tutto attivo per default.
La situazione
Le novità Waze portano l’app un passo più vicina a un vero assistente di guida, con Gemini che gestisce segnalazioni, ricerche e percorsi senza che l’utente debba interrompere la concentrazione sulla strada. Il rollout è globale mentre le funzioni più recenti, come la modalità Moto, arriveranno progressivamente nelle prossime settimane.
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