Microsoft Office su Linux sta per diventare realtà, e non grazie a Microsoft
Per anni la risposta è stata sempre la stessa. Microsoft Office su Linux non esiste, e chi voleva provarci doveva perdere pomeriggi interi tra Wine, librerie mancanti e aggiornamenti che rompevano tutto. Ora qualcosa si muove, ma non a Redmond. Mirko Brombin, lo sviluppatore italiano che ha creato Bottles, sta preparando un installer che promette di rendere installare Office su Linux una questione di pochi clic.
Microsoft 365 su Linux, cosa ha fatto Bottles

Bottles è un programma open source che serve a far girare software Windows su Linux senza macchine virtuali. Brombin ci sta lavorando per portare Microsoft 365 su Linux nella versione desktop, quella vera, non quella che si apre nel browser.
Nelle prove che ha pubblicato hanno già funzionato l’installazione della suite, l’accesso con l’account Microsoft, l’autenticazione a due fattori, il riconoscimento della licenza e l’avvio di Word. Detto così sembra poco, ma chi ci ha provato sa che proprio il login e la licenza erano il muro contro cui si fermava quasi tutto.
Lo sviluppatore spiega di essere agli ultimi aggiustamenti prima di aprire i test pubblici. Non c’è ancora una data, e questo va detto chiaro. Per ora Microsoft 365 su Linux tramite Bottles è un lavoro quasi pronto, non un programma da scaricare stasera.
Perché Microsoft Office su Linux finora non funzionava
Microsoft non ha mai fatto una versione di Word, Excel, PowerPoint e Outlook per Linux. I requisiti ufficiali indicano solo Windows e macOS per il desktop, più le app per Android e iOS.
L’unica strada era Wine, che dal 1993 traduce le istruzioni dei programmi Windows in qualcosa che Linux capisce. Con le versioni vecchie, come Office 2007 o 2010, a volte ci si riusciva. Con Microsoft 365 invece no, per colpa di un insieme di cose che Wine gestisce male, cioè l’installazione Click-to-Run, il login online, i componenti web integrati e gli aggiornamenti continui.
Anche chi ci lavora per mestiere ha alzato bandiera bianca. Nel database di CodeWeavers, l’azienda che vende CrossOver, Office 365 risulta ormai come un programma che si installa ma non parte, e non è più supportato.
Il segreto si chiama Soda
Il pezzo che fa la differenza è Soda, il motore di compatibilità del progetto Bottles. Chiamarlo una copia di Wine sarebbe riduttivo. La versione attuale parte dal Wine modificato da Valve e aggiunge correzioni prese da Proton, quello che fa girare i giochi Windows su Steam per Linux, e da altre versioni curate dalla comunità.
Bottles poi fa la parte noiosa al posto tuo. Crea una “bottiglia”, cioè un piccolo Windows finto e separato, con il suo disco C, il suo registro e le sue librerie. Il programma installa prima Soda e poi il pacchetto di Microsoft 365. Per installare Office su Linux in questo modo non dovrai toccare il terminale, né impazzire con librerie e chiavi di registro. Curiosità per chi ci ha seguito ultimamente, Bottles è scritto in gran parte in Python, lo stesso linguaggio che abbiamo usato per automatizzare con Python i lavori noiosi sul PC.
Si può usare Office su Linux già oggi
Chi si chiede se si può usare Office su Linux adesso, senza aspettare Bottles, ha tre strade.
- La versione web di Word, Excel e PowerPoint, che funziona in qualsiasi browser ed è l’unica ufficiale. Però non esegue le macro e perde alcune funzioni avanzate.
- Una macchina virtuale con Windows, per esempio con WinBoat. Funziona tutto, ma serve un PC potente e una licenza Windows.
- Una suite alternativa come LibreOffice, OnlyOffice o WPS.
Sull’ultima strada abbiamo già visto che WPS Office batte Office su un punto che quasi nessuno considera. Per molti basta e avanza, ma con file Excel complessi o macro le differenze si vedono.
Quindi sì, si può usare Office su Linux, ma finora sempre con un compromesso. È proprio questo che Bottles vuole eliminare.
Cosa cambia per chi usa Office su Linux Mint
Il pubblico che ne beneficerebbe di più è quello che arriva da Windows. Chi ha installato Office su Linux Mint, o almeno ci ha provato, sa che la distribuzione più amata dai nuovi utenti ha un solo vero ostacolo per chi lavora, cioè Word ed Excel.
Bottles si installa facilmente anche lì, tramite Flatpak, e il giorno in cui l’installer sarà pubblico basterà aprirlo per installare Office su Linux come qualsiasi altra app. Se manterrà le promesse, lavorare con Office su Linux Mint non richiederà più compromessi. Per tanti cadrebbe l’ultimo motivo per restare su Windows.
Il vero esame saranno gli aggiornamenti
Qui serve un po’ di realismo. Microsoft 365 riceve correzioni e novità di continuo, e una soluzione di compatibilità può funzionare perfettamente con una versione e rompersi con quella dopo. Brombin e la comunità di Wine dovranno inseguire ogni cambiamento, senza nessun aiuto da Microsoft.
C’è anche un’ipotesi positiva. Parte delle correzioni sviluppate per Soda potrebbe finire nel Wine ufficiale, e a quel punto ne beneficerebbero tutti gli strumenti basati su Wine, non solo Bottles.
Chi non vuole aspettare e resta su Windows può sempre risparmiare sull’abbonamento, e abbiamo spiegato come avere Microsoft Office a 2 euro o poco più con la condivisione.
Microsoft Office su Linux resta una promessa da verificare sul campo, ma per la prima volta è una promessa concreta, con Word che parte, la licenza riconosciuta e il login che funziona. Il fatto che ci sia arrivato uno sviluppatore italiano con un progetto open source, e non Microsoft, dice molto su quanto Redmond tenga davvero a Linux. Quando partiranno i test pubblici torneremo a provarlo, e intanto le altre notizie tech le trovi qui.
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