Limiti Gemini, Google cambia tutto dopo le proteste

Limiti Gemini, Google cambia tutto dopo le proteste

Qualcosa non ha funzionato con il lancio dei nuovi limiti Gemini. Non poco, abbastanza da costringere Google a intervenire tre volte nel giro di pochi giorni, cosa che di solito non succede a un’azienda abituata a decidere e basta.

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Il problema è partito dal Google I/O 2026, quando Mountain View ha introdotto un nuovo sistema di calcolo delle quote. Fino a quel momento i limiti Gemini si basavano sul numero di richieste effettuate, semplice da capire e da tenere sotto controllo. Il nuovo modello funziona diversamente: conta il consumo di calcolo di ogni singolo prompt, che varia in base alla complessità della richiesta, alla lunghezza della conversazione, al modello usato e alle funzionalità attivate.

In teoria ha senso. Non tutte le richieste costano uguale a livello computazionale, e distribuire le risorse in modo più efficiente è un obiettivo legittimo. In pratica, molti utenti paganti si sono ritrovati a esaurire i limiti Gemini molto prima del solito, spesso senza capire perché.

Proteste immediate, correzioni rapide dopo i Limiti Gemini

Le prime segnalazioni sono arrivate quasi subito dopo il lancio. Gli utenti dei piani Gemini Pro e Google AI Ultra lamentavano consumi anomali, blocchi inattesi e una quota settimanale che scompariva in poche sessioni di lavoro intenso. Particolarmente colpiti gli sviluppatori che usano Google Antigravity, la piattaforma di coding AI di Google: prompt complessi e file allegati consumavano quota a una velocità che nessuno si aspettava.

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Limiti Gemini, Google cambia tutto dopo le proteste

Josh Woodward di Google è intervenuto su X per chiarire la situazione e annunciare le prime misure correttive. La risposta è stata diretta: i limiti per singolo prompt verranno capped, in modo che nessuna singola richiesta possa consumare una fetta sproporzionata della quota disponibile. L’obiettivo dichiarato è permettere agli utenti di fare di più con il piano Pro.

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Cosa cambia concretamente

Gli interventi si sono moltiplicati rapidamente. Su Google Antigravity i limiti sono stati triplicati, poi triplicati di nuovo: prima i rate limit dei modelli, poi la quota settimanale. Google ha anche resettato le quote settimanali per gli utenti già penalizzati dal nuovo sistema.

Due novità cambiano il calcolo per tutti. Le richieste con il modello Flash-Lite 3.1 non vengono più conteggiate nel totale complessivo, il che alleggerisce in modo significativo chi lo usa come modello predefinito. I limiti Gemini per la generazione video tramite Omni sono stati raddoppiati per gli abbonati Ultra. Le quote si aggiornano ogni 5 ore fino al raggiungimento del tetto settimanale.

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Detto questo, le modifiche riguardano per ora solo Antigravity. Chat, API e le altre integrazioni dell’ecosistema Gemininon hanno ricevuto cambiamenti. E nonostante i due raddoppi, diversi utenti hanno già fatto notare che i limiti Geminirestano comunque inferiori a quelli in vigore prima del Google I/O.

Limiti Gemini, Google cambia tutto dopo le proteste

Perché ti dovrebbe interessare?

Se usi Gemini in un piano a pagamento, la storia di questi giorni dice una cosa abbastanza chiara: il nuovo sistema di calcolo delle quote non è ancora stabile. Google ha dimostrato di essere disposta a correggere la rotta quando le critiche sono fondate, ma il fatto che ci siano stati tre interventi in pochi giorni su un singolo strumento non è rassicurante. Vale la pena tenere d’occhio i prossimi aggiornamenti, soprattutto se usi i limiti Gemini per lavoro.

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