LibreWolf browser: navighi come un fantasma
Probabilmente non ne hai mai sentito parlare. LibreWolf browser non ha campagne pubblicitarie, non ha un’azienda dietro che spinge, non ha una pagina Instagram. Eppure chi lo conosce quasi non torna indietro. È uno di quei software che esistono per ragioni precise, costruiti da una community che ha deciso che Firefox non bastava più.
La premessa è semplice: ogni browser raccoglie qualcosa. Chrome raccoglie molto, e lo fa per Google. Firefox è meglio, ma anche Mozilla ha la sua telemetria, i suoi servizi integrati, la sincronizzazione che gira sui suoi server. LibreWolf browser è Firefox con tutto questo rimosso. Non ridotto, non nascosto nelle impostazioni: eliminato.
Cosa trovi dentro, senza configurare niente
Quando apri LibreWolf browser per la prima volta non devi fare nulla di speciale. Tutto quello che su Firefox devi cercare e attivare manualmente, qui è già attivo di default.
uBlock Origin è preinstallato con liste di filtri aggressive. Non devi cercarlo, non devi configurarlo, blocca già tutto al primo avvio. Su Chrome non puoi nemmeno installare la versione completa di uBlock Origin da luglio 2025, dopo la transizione a Manifest V3. Su LibreWolf funziona ancora come si deve.

La protezione dal fingerprinting è attiva da subito. Il fingerprinting è quella tecnica con cui i siti ti riconoscono anche senza cookie, analizzando le caratteristiche del tuo dispositivo, la risoluzione dello schermo, i font installati, la scheda grafica. LibreWolf browser usa una funzione chiamata RFP (Resist Fingerprinting) che rende il tuo profilo indistinguibile da quello di milioni di altri utenti.
Quando chiudi il browser, cookie e dati di navigazione vengono cancellati automaticamente. Funziona sempre come se fossi in modalità privata, ma senza la scomodità di doverla attivare ogni volta. I motori di ricerca predefiniti sono DuckDuckGo e Searx, non Google.
Cosa manca rispetto a Firefox
Onestà vuole che si dica anche questo. LibreWolf browser non è per tutti, e non perché sia difficile da usare, ma perché toglie alcune comodità a cui sei abituato.
La sincronizzazione tra dispositivi non c’è. Se usi Firefox su telefono e PC per avere gli stessi segnalibri e le stesse schede aperte, qui devi arrangiarti diversamente. Pocket, il servizio per salvare articoli da leggere dopo, non è presente. Alcune estensioni che dipendono da servizi Mozilla potrebbero non funzionare correttamente.

Gli aggiornamenti non arrivano automatici come su altri browser. La community rilascia versioni aggiornate regolarmente, l’ultima stabile è la 150.0-1 di aprile 2026, ma devi occupartene tu, almeno su Windows e Mac. Su Linux con i gestori di pacchetti è più fluido.
“Un’altra limitazione da tenere presente: LibreWolf browser non esiste su Android né su iOS. È disponibile solo su Windows, Mac e Linux. Su mobile non c’è un’alternativa ufficiale, quindi per ora è uno strumento solo da desktop.”
Chi dovrebbe usarlo
Se usi Chrome e non ti sei mai posto domande sulla privacy, LibreWolf browser potrebbe essere un salto troppo grande. Se invece usi già Firefox e ti sei accorto che nel tempo hai iniziato a chiederti cosa succede con i tuoi dati, la transizione è quasi invisibile. L’interfaccia è praticamente identica, le estensioni di Firefox funzionano, e la curva di apprendimento è minima.
È disponibile su Windows, Mac e Linux, gratis, senza account, senza registrazione. Si scarica da librewolf.net.
Perché ti dovrebbe interessare?
Il punto non è diventare paranoici sulla privacy. Il punto è che esistono strumenti che funzionano benissimo e non raccolgono niente, e quasi nessuno li conosce. LibreWolf browser è uno di questi. Se Chrome ti sembra pesante e Firefox non ti convince del tutto, vale la pena installarlo e tenerlo aperto per una settimana. Difficile tornare indietro.
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