KTM non fallisce e riparte: vendite in forte aumento nel 2026

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KTM non fallisce. Dopo mesi di incertezze e voci di un possibile crollo definitivo, la casa motociclistica austriaca ha dimostrato di avere ancora la forza per rialzarsi. I numeri del 2025 e soprattutto l’inizio del 2026 raccontano una storia di rinascita che in pochi avrebbero scommesso possibile solo un anno fa.

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Il 2025 si è chiuso con 209.000 moto vendute e un utile netto di 590 milioni di euro. Ma il dato che ha sorpreso davvero tutti è un altro: le vendite sono aumentate del 60% nella seconda metà dell’anno rispetto ai primi sei mesi. E il 2026 è partito ancora meglio, con volumi praticamente raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2025.

I numeri della ripresa

KTM non fallisce grazie anche all’intervento decisivo di Bajaj Auto, che ha acquisito la maggioranza dell’azienda e ha iniettato i capitali necessari per riavviare la macchina produttiva. Bajaj Mobility AG ha registrato un fatturato annuo di 1,009 miliardi di euro, con un EBITDA di 874 milioni. Il debito netto è stato ridotto di 798 milioni di euro, mentre le scorte sono diminuite di 101.153 unità.

Questi numeri dimostrano che la ristrutturazione non è stata solo un’operazione contabile, ma ha prodotto risultati concreti. La seconda metà del 2025 ha visto gli stabilimenti di Mattighofen tornare a lavorare a pieno regime, con nuovi modelli che sono arrivati nei concessionari e una risposta del mercato superiore alle aspettative.

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Il CEO Gottfried Neumeister ha dichiarato che i nuovi modelli vengono accolti molto positivamente dai clienti, confermando che il brand KTM mantiene intatto il suo appeal nonostante i mesi difficili.

KTM non fallisce
KTM non fallisce e riparte: vendite in forte aumento

Nuovi modelli e garanzia estesa

Grazie ai capitali di Bajaj, KTM è riuscita a salvare l’arrivo sul mercato di modelli chiave per il 2026 come la KTM 990 RC R, la KTM 1390 Super Adventure S Evo e i nuovi modelli della gamma LC4. Anche le Husqvarna 701 aggiornate sono riuscite a vedere la luce, nonostante le difficoltà produttive.

Ma la mossa più importante sul piano commerciale è stata l’estensione della garanzia a quattro anni per tutti i modelli KTM e Husqvarna omologati per la strada a partire dall’anno modello 2025. Un segnale chiaro per rassicurare chi aveva dubbi sulla solidità dell’azienda dopo mesi di incertezze e fermi produttivi.

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Dominio nelle competizioni

Sul fronte racing, KTM non fallisce nemmeno in pista. Anzi, ha vissuto la sua stagione più vittoriosa di sempre, conquistando 29 titoli mondiali: 17 campionati piloti e 12 titoli costruttori FIM. Un risultato straordinario che dimostra come il reparto corse non abbia mai smesso di lavorare ad alto livello, nemmeno durante la crisi finanziaria.

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In MotoGP, dove si era ipotizzato un possibile ritiro per motivi economici, KTM si è dimostrata uno dei marchi più competitivi nei primi due round del 2026. Pedro Acosta è saldamente in terza posizione nella classifica piloti, e la casa austriaca farà di tutto per evitare che il giovane talento spagnolo finisca in Ducati nella stagione 2027.

La sfida del lungo periodo

KTM non fallisce, ma la strada per tornare ai fasti di un tempo resta in salita. Ricostruire la fiducia dei concessionari e dei clienti dopo uno scossone del genere richiede pazienza e costanza. Il primo trimestre del 2026 è stato eccellente, ma serviranno altri mesi di risultati solidi per confermare che la ripresa è definitiva e non solo un rimbalzo tecnico.

L’obiettivo dichiarato è trasformare una storia di sopravvivenza in una storia di vera crescita commerciale. La base c’è: i nuovi modelli funzionano, il mercato risponde, e il brand mantiene la sua capacità di attrarre appassionati. Ora tocca a KTM dimostrare che KTM non fallisce non è solo uno slogan, ma una realtà industriale sostenibile nel tempo.

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La storia di KTM rappresenta uno dei comeback più impressionanti nel mondo delle due ruote. Dopo essere arrivata a un passo dal fallimento, con fermi produttivi e centinaia di licenziamenti, la casa austriaca è riuscita a invertire la rotta grazie all’iniezione di capitali da parte di Bajaj e a una ristrutturazione aziendale radicale.

I numeri del 2026 confermano che non si tratta di un fuoco di paglia: la domanda c’è, i concessionari tornano a ordinare e KTM non fallisce è la dimostrazione che anche le crisi più profonde possono essere superate con le scelte giuste al momento giusto.

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