Kernel Linux 7.2, più velocità e sicurezza per il tuo PC Linux

Torvalds presenta la nuova versione stabile del kernel, con scheduling più intelligente, supporto ai chip Apple M3 e miglioramenti a Landlock che rendono Linux più reattivo e protetto su ogni tipo di hardware.

Kernel Linux 7.2

Linus Torvalds ha rilasciato ufficialmente il kernel Linux 7.2 il 16 agosto 2026, dopo circa due mesi di sviluppo. La nuova versione porta scheduling più intelligente, supporto hardware ampliato e miglioramenti concreti alla sicurezza, senza stravolgere l’esperienza desktop ma cambiando parecchio sotto il cofano.

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Cosa cambia con il kernel Linux 7.2

Il rilascio è arrivato puntuale, senza bisogno di un’ottava release candidate. Non è stato però un percorso lineare fino in fondo. Nell’ultima settimana sono state fatte revert importanti al codice di scheduling DRM, roba che era finita nel kernel troppo presto e che qualcuno riproverà a inserire più avanti. Succede spesso con i cicli di sviluppo del kernel, e Torvalds l’ha gestita nel modo classico, tagliando invece di lasciare codice instabile in giro.

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A livello di tecnologia coinvolta, il rilascio tocca praticamente ogni sottosistema, dallo scheduling alla memoria, dal filesystem alla rete. Non c’è una singola funzione che cambia tutto, ma un insieme di modifiche che insieme fanno la differenza soprattutto su sistemi multi-core moderni.

Cache aware scheduling, il cuore delle nuove prestazioni

La novità che sta facendo più rumore tra gli sviluppatori è il cache aware scheduling, un meccanismo che raggruppa i processi correlati sugli stessi core condividendo la cache di ultimo livello. Meno cache miss, meno latenza di memoria, e su workload multi-thread pesanti il guadagno si sente. Non è l’unico intervento sulle prestazioni, l’implementazione delle pipe è stata rivista con miglioramenti che vanno dal 6 al 28% in condizioni normali e arrivano fino al 48% sotto pressione di memoria, mentre i tempi di spegnimento dei container sono crollati da oltre 100 millisecondi a circa 5-8. Per chi lavora con Kubernetes o pipeline CI/CD non è un dettaglio da poco.

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L’allocatore SLAB ha visto ottimizzazioni tra il 2 e il 5% tipiche, con picchi fino al 70% negli scenari migliori. Il filesystem Btrfs ora abilita i large folios di default, e anche il subsistema di swap ha ricevuto ulteriori affinamenti, insieme al supporto per le multi-size transparent huge pages nel thread khugepaged.

Supporto hardware più ampio, da Apple M3 a HORI HORIPAD

Sul fronte hardware la notizia che interessa di più chi passa da macOS è il supporto iniziale ai chip Apple M3. È ancora agli inizi, quindi non aspettatevi un’esperienza completa da subito, ma è il primo passo concreto verso un supporto più maturo nelle prossime release.

Il driver AMDGPU guadagna il supporto iniziale a HDMI 2.1 FRL, anche se per ora arriva disabilitato di default in attesa che si chiudano alcune questioni di conformità con l’HDMI Forum. Quando verrà attivato, aprirà la strada a 4K a 120Hz e refresh rate più alti sulle schede Radeon compatibili, colmando un gap che da tempo penalizzava Linux rispetto a NVIDIA.

Tra le curiosità hardware compare anche il supporto al controller wireless HORI HORIPAD per Nintendo Switch, oltre a nuovi ID per i processori Intel Panther Lake R e al protocollo USB4STREAM sviluppato da Intel per trasferimenti dati veloci tra dispositivi USB4 e Thunderbolt. Chi lavora con distribuzioni orientate alla sicurezza troverà utile anche sapere come funziona l’aggiornamento su Kali, se non l’ha ancora fatto.

Kernel Linux 7.2

Sicurezza rafforzata con Landlock e IMA

Landlock, il modulo che permette alle applicazioni di isolarsi da sole limitando i danni in caso di compromissione, riceve regole più flessibili e nuovi punti di aggancio lungo il ciclo di vita di un processo. In pratica gli amministratori possono scrivere politiche più precise, e le applicazioni possono proteggersi meglio senza bisogno di configurazioni esterne complesse. Landlock guadagna anche la possibilità di controllare l’uso dei socket UDP, un dettaglio piccolo ma utile per chi gestisce servizi esposti in rete.

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Il sottosistema IMA (Integrity Measurement Architecture) può ora salvare i dati di misurazione fuori dal kernel, e anche SELinux e AppArmor ricevono aggiornamenti che si sommano alla consueta ondata di correzioni per vulnerabilità note. Non manca poi il supporto per dispositivi a blocchi con crittografia inline via il target dm-inlinecrypt del device mapper, pensato per chi ha bisogno di cifratura hardware senza overhead software.

Curiosamente, questo rilascio arriva mentre nel kernel cresce anche il supporto a Rust come linguaggio di sistema, con l’aggiunta della compatibilità per l’architettura IBM System/390 e della libreria zerocopy per la manipolazione della memoria a costo zero. È un fronte che divide la community da anni, tra chi lo vede come il futuro naturale del progetto e chi preferirebbe restare fedele al C puro.

Come scaricare e installare Linux 7.2

Il kernel 7.2 è già disponibile nella sua versione definitiva su kernel.org, ma per la maggior parte degli utenti desktop conviene aspettare che sia la propria distribuzione a distribuirlo tramite i repository ufficiali. Chi vuole comunque provarlo su Ubuntu o derivate può farlo con il tool Mainline, tenendo presente che si perde la configurazione ottimizzata dalla distribuzione e ci si prende in carico eventuali incompatibilità con driver e moduli. Se nel frattempo vi capita di restare bloccati con qualche problema su Windows, sapere come gestirlo può tornare comodo mentre aspettate che il nuovo kernel arrivi anche sul vostro sistema Linux preferito.

In definitiva

Il kernel Linux 7.2 non è la release che cambia la faccia del sistema operativo, ma è il tipo di aggiornamento che si sente lavorando ogni giorno, tra container più veloci, cache sfruttata meglio e una sicurezza un po’ più solida. Vale la pena tenerlo d’occhio, soprattutto se usate distribuzioni che aggiornano rapidamente il kernel di sistema.

Fonte

Infotelematico

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