Impostazioni privacy Windows 11, quali disattivare subito
Le impostazioni privacy Windows 11 che conviene disattivare sono quattro, e si trovano tutte nello stesso menu. Pubblicità personalizzata, posizione, autorizzazioni delle app, dati diagnostici. Bastano cinque minuti per spegnerle, e la differenza si vede subito su quanto il sistema smette di raccontare in giro.
Pubblicità personalizzate, la prima cosa da disattivare
Si apre Impostazioni con Win + I, si va su Privacy e sicurezza, e la prima voce che salta fuori è Raccomandazioni e offerte. Lì dentro Windows assegna a ogni PC un ID pubblicitario, che serve a costruire un profilo basato su app aperte, siti visitati, abitudini. L’interruttore da cercare si chiama “Lascia che le app mi mostrino annunci personalizzati usando il mio ID pubblicitario”. Spegnerlo non fa sparire la pubblicità, la rende solo più generica, il che comunque significa meno dati che escono dal PC verso chissà dove.

Non è un problema esclusivo di Windows, tra l’altro. Anche su iPhone esistono meccanismi simili legati alla privacy del display, e vale la pena dargli un’occhiata con lo stesso spirito.
Tracciamento della posizione, un altro punto debole
Il tracciamento posizione Windows 11 serve a far funzionare mappe e meteo, ma resta spesso attivo anche quando non c’è nessuna app che ne ha davvero bisogno. Da Privacy e sicurezza, Posizione, si può disattivare il servizio del tutto se non lo si usa, oppure scendere fino alla Cronologia delle posizioni e cancellarla, così da ripartire puliti.
Il tema, va detto, va oltre i sistemi operativi. Anche alcuni assistenti AI hanno mostrato che le chat considerate privatepossono finire per esporre più di quanto si pensasse.
Autorizzazioni app, chi accede a microfono e fotocamera
Le autorizzazioni app Windows 11 vanno controllate una per una. In Privacy e sicurezza, App Permissions, c’è una voce separata per fotocamera, microfono, contatti e altro, con l’elenco di tutte le app installate. Si può togliere l’accesso a quelle che non hanno un motivo serio per averlo. Un’app di editing foto, di solito, non ha bisogno del microfono acceso di default.
Vale la pena tornarci ogni tanto, perché ogni nuova installazione riparte spesso con i permessi già attivi, come se nulla fosse.
Dati diagnostici, cosa manda davvero il pc a Microsoft
I dati diagnostici Windows 11 sono la parte meno visibile ma probabilmente più corposa. Da Privacy e sicurezza, Diagnostica e feedback, si disattiva l’invio dei dati opzionali, lasciando solo il minimo indispensabile per far funzionare il sistema. Nella stessa pagina c’è anche il pulsante “Elimina dati diagnostici”, per chi vuole ripulire quanto già raccolto.
C’è pure una voce secondaria facile da ignorare, quella sul miglioramento della digitazione e scrittura a mano, che raccoglie campioni di testo per affinare i suggerimenti automatici. Chi non usa la tastiera predittiva può spegnerla senza perderci nulla.
Attività in background, l’ultimo tassello
Resta un ultimo pezzo, le app in background. Da Impostazioni, App, App installate, si apre ogni programma e nelle opzioni avanzate si porta l’autorizzazione in background su “Mai” per tutto quello che non ha motivo di restare sveglio. Oltre alla privacy, aiuta anche la batteria dei portatili, non è un dettaglio da poco.
Chi ha già messo mano all’aspetto del sistema, magari disattivando l’effetto trasparenza, può vedere questo passaggio come il seguito naturale, stavolta rivolto ai dati e non all’estetica.
Non serve essere esperti per fare queste modifiche, solo la voglia di aprire un menu che in tanti lasciano intoccato per anni. Meglio farlo ora, prima che quei dati si trasformino in un profilo molto più dettagliato di quanto si immagini.
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