Grok Bot non è un chatbot, è un team AI che lavora per te
Grok Bot è il nuovo servizio di xAI, l’azienda di Elon Musk, e con il Grok che conosci ha poco a che fare. Non è una chat a cui fare domande, ma un gruppo di agenti AI a cui affidare lavori veri. Ogni Bot ha un suo computer nel cloud, usa siti e app come faresti tu e continua a lavorare anche quando chiudi il portatile. Qui sotto trovi Grok come funziona, come si attiva e se Grok è a pagamento anche in questa versione.
Grok Bot, cosa lo rende diverso da un chatbot

Il servizio è uscito in beta l’11 agosto 2026, sviluppato insieme a Cursor, la società di programmazione con AI che il gruppo di Musk sta acquisendo. L’idea di fondo è semplice da spiegare e parecchio ambiziosa da realizzare. Invece di scrivere un prompt e ricevere una risposta, crei dei Bot con un nome e un ruolo, e gli scrivi come faresti con un collega.
La differenza sta tutta nel computer nel cloud. Ogni Bot gira su una macchina virtuale sempre accesa, con browser, cartelle e terminale. Se gli chiedi di confrontare dei preventivi, apre davvero i siti, scarica i PDF, li legge e ti manda il riepilogo. Nel frattempo tu puoi spegnere il PC, perché il lavoro non si ferma. È il passo successivo rispetto ai chatbot che raccontiamo da mesi nelle nostre news sull’AI.
Grok come funziona nella pratica
Per capire Grok come funziona in questa versione conviene pensare a un piccolo ufficio. Assegni un compito a un Bot, gli dai il contesto e l’accesso agli strumenti che servono, e lui porta il lavoro fino in fondo. Torna da te solo quando serve una tua approvazione.
I Bot possono anche parlarsi tra loro. Uno raccoglie i dati, un altro li mette in un documento, un terzo prepara l’email. Si passano il contesto senza che tu debba fare da tramite, e puoi metterne fino a sei nella stessa chat di gruppo. C’è poi la parte che più assomiglia a un collega in carne e ossa. Puoi mostrare a un Bot una procedura una volta sola, lui la salva come routine e poi la ripete da solo, anche a orari fissi.
Sul fronte sicurezza xAI ha messo qualche paletto. Quando serve una password, un codice a due fattori, un CAPTCHA o un pagamento, il Bot si ferma e ti chiede di prendere il controllo per quel passaggio. La documentazione consiglia di non incollare mai password in chat. Resta però un dettaglio da sapere, cioè che il browser è condiviso tra tutti i tuoi Bot, quindi se accedi a un servizio con uno, quella sessione vale anche per gli altri. È lo stesso ragionamento che facevamo su quali dati non dare ai chatbot, solo che qui l’AI non si limita a leggere, agisce.

Grok come accedere ai Bot e su quali dispositivi
Chi cerca Grok come accedere a questa funzione deve sapere che non basta l’app di Grok. Serve l’app dedicata, disponibile per Mac, Windows e iPhone, e sul sito di Cursor c’è anche la versione desktop per Linux. Su Android le informazioni sono contrastanti, quindi conviene controllare lo store prima di abbonarsi.
L’altra condizione è l’abbonamento giusto. All’inizio il servizio era riservato ai piani più costosi. Dal 26 agosto invece è incluso in tutti gli abbonamenti SuperGrok, in Cursor Pro e nei piani Cursor Teams, e dal 3 settembre anche nelle versioni per le aziende. Quindi la risposta a Grok come accedere passa da uno di questi abbonamenti, poi si scarica l’app e si accede con lo stesso account.
Grok è a pagamento o è gratis?
Andiamo dritti al punto, perché è la domanda più frequente. Grok è gratis nella versione chat, con dei limiti. I Bot no. Non esiste un piano gratuito e non esiste nemmeno un abbonamento solo per loro, perché l’accesso è sempre incluso in un piano più ampio.
Quindi sì, Grok è a pagamento quando parliamo di agenti. Ogni piano ha poi un tetto di utilizzo settimanale, e chi fa lavorare molto i Bot paga a consumo quello che va oltre. I primi utenti raccontano che il tetto si esaurisce in fretta con i compiti pesanti, quindi prima di affidargli mezza azienda conviene partire da due o tre routine ben definite.
Visto che per gli agenti la formula del Grok è gratis non vale, chi vuole solo provarli senza pagare il piano pieno può passare da piattaforme come GamsGo, dove lo trovi con account privato. Qui però attenzione a un punto, perché l’account non si mantiene al rinnovo, e quindi i Bot configurati e le loro routine vanno rifatti. Come prova di un mese funziona, come soluzione definitiva meno. Se ti interessano gli agenti che lavorano sui tuoi account, abbiamo parlato di una funzione simile nel pezzo su Claude che può gestire il conto in banca.
Link affiliato
Prova Grok Bot con un account privato
Gli agenti AI di xAI che lavorano su siti e app al posto tuo, anche quando chiudi il PC. Su GamsGo trovi Grok Bot con account privato, e con il codice MREFN hai uno sconto esclusivo.
Chi si aspetta un Grok più furbo resterà spiazzato, perché qui la domanda non è più cosa sa l’AI ma cosa riesce a fare al posto tuo. Il Grok Bot di oggi è ancora una beta, con limiti di utilizzo stretti e qualche questione di sicurezza da maneggiare con cura. Ma se hai un lavoro ripetitivo che ti mangia un’ora al giorno, è il primo strumento che prova davvero a toglierlo dalla tua scrivania. E sapere che Grok è gratis solo come chat evita brutte sorprese quando arriva il momento di scegliere il piano.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici per restare aggiornato su tech, smartphone e streaming – senza perderti nulla.



Commento all'articolo