Google Find Hub, cosa cambia rispetto a Find My Device

La rete Find Hub sfrutta oltre un miliardo di dispositivi Android per ritrovare smartphone e accessori anche offline.

Google Find Hub, cosa cambia rispetto a Find My Device

Se hai ricevuto anche tu l’email che annuncia l’attivazione di Google Find Hub sul tuo dispositivo, la prima domanda è semplice: cosa cambia rispetto al vecchio Find My Device? La risposta breve è che Google Find Hub non è solo un restyling del nome, ma un’estensione vera della rete di localizzazione, capace di seguire dispositivi e accessori anche quando sono completamente offline.

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Cosa fa Google Find Hub

Il servizio eredita tutte le funzioni di Find My Device e ci aggiunge un pezzo importante: la possibilità di individuare un dispositivo anche senza connessione internet attiva. Quando il telefono è online, la localizzazione funziona come sempre, in tempo reale. Quando invece va offline, Find Hub si appoggia alle ultime posizioni note, salvate in forma criptata, e in più può sfruttare la rete di altri dispositivi Android nelle vicinanze per aggiornare la posizione senza bisogno che il dispositivo smarrito si riconnetta da solo.

Google Find Hub

Trovare dispositivi offline, come funziona davvero

Il meccanismo alla base di Google Find Hub è semplice da capire ma tecnicamente interessante. I dispositivi Android della community, oltre un miliardo secondo Google, comunicano tra loro tramite Bluetooth. Se il tuo smartphone smarrito passa nel raggio di un altro dispositivo della rete, quest’ultimo rileva il segnale e invia in forma sicura la posizione all’app, che la mostra sulla mappa. Tutto avviene con crittografia end-to-end, quindi nemmeno Google può leggere il contenuto di queste comunicazioni. È lo stesso principio, in fondo, che rende utili gli Android Smart Tag per tracciare oggetti come chiavi o borse, solo applicato a smartphone e tablet interi.

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Le impostazioni da conoscere

Dentro le impostazioni trovi tre opzioni per la rete Android crowdsourcing: disattivata del tutto, attiva solo in zone affollate, l’impostazione predefinita pensata per aeroporti o stazioni, oppure attiva ovunque, anche in aree poco frequentate. Più persone scelgono l’opzione “ovunque”, più la rete diventa efficace nel ritrovare dispositivi in zone isolate, quindi la copertura reale dipende molto da quante persone la lasciano attiva nella propria zona.

Aiutare gli altri a ritrovare i loro oggetti

C’è un aspetto di Google Find Hub che spesso passa inosservato: il tuo dispositivo non serve solo a te. Ogni smartphone Android con la funzione attiva partecipa anche alla ricerca degli oggetti smarriti di altre persone, usando il Bluetooth per rilevare elementi nelle vicinanze e inviarne la posizione in forma anonima e sicura. Con l’impostazione predefinita, questi dati vengono usati solo se anche altri dispositivi nella rete rilevano lo stesso oggetto, un meccanismo pensato apposta per evitare che un singolo telefono possa rivelare la posizione di qualcuno in modo isolato.

Blocco remoto e sicurezza dei dati

Oltre alla localizzazione, Google Find Hub include anche il blocco remoto del dispositivo, utile se il telefono viene rubato e non semplicemente perso in casa. Con un blocco schermo attivo, PIN, sequenza o password, puoi bloccare da remoto l’accesso ai dati personali nel giro di pochi secondi. È un livello di protezione che si affianca bene a soluzioni di terze parti come Cerberus, storicamente usata da chi vuole un controllo ancora più granulare sul proprio smartphone smarrito o rubato. La differenza principale è che Find Hub è integrato nativamente in ogni dispositivo Android, senza bisogno di installare nulla di aggiuntivo.

Chi ha ricevuto l’email di attivazione

Se come me hai ricevuto la notifica che annuncia l’ingresso del tuo dispositivo nella rete, non devi fare nulla per attivarla: la funzione parte automaticamente con le impostazioni predefinite, pensate per bilanciare efficacia della ricerca e rispetto della privacy. Chi preferisce un controllo più stretto può comunque intervenire dalle impostazioni e scegliere il livello di partecipazione alla rete che preferisce.

In definitiva

Google Find Hub non stravolge quello che già conoscevi con Find My Device, ma lo rende decisamente più efficace quando il dispositivo perde la connessione. Vale la pena controllare le impostazioni oggi stesso, prima che ti serva davvero, magari mentre aspetti l’autobus o hai cinque minuti liberi tra un impegno e l’altro. Non costa nulla e può fare la differenza il giorno in cui il telefono sparisce dalla tasca.

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