Furto identità, l’IA rende le truffe irriconoscibili anche agli esperti

Dietro all'aumento dei casi c'è un mercato nero di dati rubati sempre più florido, e strumenti di intelligenza artificiale capaci di ingannare anche chi la sicurezza la fa di mestiere.

Furto identità

I numeri dell’ultimo anno raccontano una realtà scomoda, il furto identità in Italia non è più un rischio marginale ma un fenomeno in crescita a doppia cifra, e ora l’intelligenza artificiale generativa lo sta rendendo ancora più difficile da riconoscere, anche per chi lavora ogni giorno nella sicurezza informatica.

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I numeri del furto identità in Italia

Secondo l’Osservatorio Crif Mister Credit sulle frodi creditizie, i casi di furto identità registrati in Italia superano quota 38.300, con un aumento del 23,8% rispetto all’anno precedente. Il valore economico complessivo frodato ha superato i 165 milioni di euro, in crescita del 10,7%. A crescere di più sono le frodi legate al Buy Now Pay Later, con un incremento del 13,8%, mentre calano quelle su prestiti finalizzati e personali.

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Un dato che colpisce riguarda i mutui, dove le vittime di furto di identità digitale scoprono la truffa spesso dopo 4 o 5 anni, un tempo enorme durante il quale il danno può accumularsi silenziosamente. Non stupisce che il tema si intrecci sempre più spesso con la cronaca legata alla sicurezza dei dati sensibili, come dimostra anche il caso dell’esfiltrazione di migliaia di profili di agenti investigativi dai sistemi del Ministero dell’Interno.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle nuove truffe

Quello che rende il momento attuale diverso dal passato è l’ingresso su larga scala dell’IA generativa negli strumenti usati dai criminali. Deepfake video, voci clonate e messaggi scritti da modelli linguistici hanno portato a un aumento del 148% delle truffe basate sul furto identità nella prima metà del 2025, un dato che riguarda soprattutto gli Stati Uniti ma che segnala una tendenza destinata a diffondersi ovunque.

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Il punto critico è che questi strumenti rendono gli attacchi di phishing più sofisticati e credibili di quanto lo fossero anche solo un paio di anni fa. Una voce clonata con pochi secondi di campione audio, o un video deepfake generato in tempo reale durante una videochiamata, possono ingannare non solo l’utente medio ma anche professionisti addestrati a riconoscere segnali di allarme. Restare aggiornati su questi rischi è sempre più importante, motivo per cui vale la pena consultare regolarmente le ultime notizie di sicurezza informatica.

Furto identità

Data breach, la fonte principale del problema

Alla base di gran parte dei casi di furto identità c’è quasi sempre una violazione di dati a monte. Nel 2024, a livello globale, sono stati rilevati 3.541 incidenti informatici, in crescita del 27,4% rispetto all’anno precedente. L’Italia da sola ha registrato un aumento del 15,2% degli attacchi, raccogliendo il 10% degli incidenti mondiali, una percentuale sproporzionata rispetto al peso economico del paese.

I criminali raccolgono informazioni da fonti diverse, database aziendali violati, email di phishing, documenti smarriti o rubati, e persino social network dove le persone condividono più dettagli personali di quanto pensino. Bastano pochi elementi chiave, nome completo, data di nascita, codice fiscale, indirizzo, per costruire un profilo sufficiente a impersonare qualcuno online.

Esiste inoltre un mercato nero attivo per questo tipo di dati, con pacchetti contenenti migliaia di identità complete venduti sul dark web a prezzi sorprendentemente bassi. Chi compra questi pacchetti li usa poi per frodi creditizie, acquisti fraudolenti o richieste di prestiti a nome della vittima, in quello che a tutti gli effetti è furto identità su scala industriale.

Come proteggersi dal furto di identità

Difendersi dal furto identità non richiede competenze avanzate, ma abitudini digitali più consapevoli. Gli esperti di sicurezza raccomandano tre misure principali, mantenere sempre aggiornati i dispositivi installando le patch di sicurezza non appena disponibili, usare un gestore di password che garantisca credenziali uniche e complesse per ogni servizio, e attivare l’autenticazione multifattoriale ovunque sia possibile, così da rendere inutile una password rubata senza il secondo fattore di verifica.

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Vale la pena anche monitorare periodicamente se le proprie email o numeri di telefono sono comparsi in violazioni di dati note, verificando su servizi dedicati pensati proprio per questo scopo. La stessa attenzione che si dedica alla sicurezza fisica dei propri beni, ad esempio proteggendo l’auto con sistemi antifurto smart e localizzatori GPS, andrebbe applicata anche ai dati personali, spesso più preziosi di un oggetto fisico per chi vuole trarne profitto illecito.

In definitiva

Il furto identità è ormai una minaccia strutturale, alimentata da data breach in aumento e da strumenti di IA sempre più capaci di ingannare anche occhi esperti. Aggiornare i dispositivi, usare password uniche e attivare l’autenticazione a due fattori restano le difese più efficaci a disposizione di chiunque, e costano molto meno di quanto costerebbe scoprire, magari anni dopo, di essere già vittima di una frode.

Fonte

Infotelematico

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