Chi ha amato il Flipper Zero conosce bene quella sensazione: un dispositivo piccolo, tascabile, capace di fare cose che sembrano magia. Il Flipper One è un’altra storia, letteralmente. Non è un aggiornamento, non è un successore. È un prodotto completamente diverso, pensato per chi lavora con le reti, lo sviluppo software e l’intelligenza artificiale locale. Un computer Linux che sta in tasca, con una filosofia open source spinta all’estremo.
Flipper Devices lo ha annunciato il 20 maggio 2026, e da allora il mondo tech non parla d’altro.
Cos’è il Flipper One e cosa lo distingue dal Flipper Zero
Il punto che l’azienda tiene a chiarire subito è uno: il Flipper One non sostituisce il Flipper Zero. I due dispositivi operano su livelli completamente diversi.
Il Flipper Zero è rimasto quello che è sempre stato: uno strumento per interagire con protocolli fisici come NFC, RFID, Sub-1GHz, infrarosso e interfacce cablate. Perfetto per chi lavora sulla sicurezza hardware, sui controlli di accesso, sui sistemi radio.

Il Flipper One gioca su un campo diverso. È un computer ARM completo con Linux, pensato per reti IP, calcolo ad alte prestazioni e sperimentazione hardware espandibile. Può funzionare come router, gateway VPN, analizzatore di pacchetti o workstation Linux mobile. Due prodotti, due mondi, due utenti diversi.
Scheda tecnica del Flipper One
Il cuore del Flipper One è il processore Rockchip RK3576, otto core ARM divisi in quattro Cortex-A72 fino a 2,2 GHze quattro Cortex-A53 fino a 2,0 GHz. Affianca il processore principale una GPU Mali-G52 e una NPU da 6 TOPS, sufficiente per eseguire modelli di linguaggio in locale senza connessione cloud.
La RAM è da 8 GB LPDDR5, lo storage interno da 64 GB. Come co-processore è presente un Raspberry Pi RP2350, che gestisce display, pulsanti, touchpad, LED e batteria. Una scelta intelligente: l’RP2350 rimane attivo anche quando il chip principale è spento, permettendo al Flipper One di funzionare come powerbank USB-C per altri dispositivi.
Il display è in scala di grigi a 256×144 pixel, compatto ma sufficiente per l’interfaccia a riga di comando. Le porte fisiche includono due USB-C (una dedicata alla ricarica), una USB-A, un connettore HDMI full-size, due porte Gigabit Ethernet, slot MicroSD e jack audio 3,5 mm.

Connettività e modularità
Sul fronte rete il Flipper One non fa sconti. Wi-Fi 6E su tre bande (2,4/5/6 GHz), doppio Gigabit Ethernet, USB Ethernet a 5 Gbps. Per chi ha bisogno di connettività mobile, è disponibile uno slot M.2 per modem 5G o 4G LTEopzionale.
Lo stesso slot M.2, insieme alle interfacce PCIe, USB 3.0 e SATA, apre le porte a espansioni come radio SDR, SSD ad alta velocità e schede personalizzate. Una piattaforma pensata per crescere insieme alle esigenze dell’utente.
Software: Linux puro, niente blob proprietari
Qui sta forse la parte più ambiziosa del progetto. Flipper Devices ha stretto una partnership con Collabora per portare il supporto del processore RK3576 direttamente nel kernel Linux ufficiale, senza patch del produttore, senza driver proprietari, senza BSP vendor-locked. L’obiettivo dichiarato è permettere agli utenti di avviare il dispositivo con un kernel scaricato direttamente da kernel.org.
Il sistema operativo è Debian 13 con KDE Plasma su Wayland e kernel Linux 7.0.0-rc3. Sopra gira Flipper OS, un layer che permette di passare tra modalità desktop e modalità specializzata per strumenti di rete. L’interfaccia testuale FlipCTL consente di controllare strumenti come Nmap, Ping e Traceroute dal piccolo display del dispositivo.
Non è ancora in vendita
Il Flipper One esiste come prototipo funzionante, ma non è ancora disponibile all’acquisto. Flipper Devices ha aperto un Developer Portal e sta chiedendo contributi alla community per completare lo sviluppo hardware, firmware e documentazione. L’obiettivo dichiarato è costruire “il computer ARM più aperto e meglio documentato al mondo”.
Il modello di business resta un punto aperto: lo stesso CEO ha ammesso in passato che i conti potrebbero non tornare, soprattutto per il costo della memoria in un momento in cui i prezzi della DRAM restano elevati per via della domanda legata all’AI.
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Perché il Flipper One rappresenta qualcosa di raro nel mercato dell’hardware: un dispositivo serio, potente e completamente aperto, pensato non per il consumatore medio ma per chi vuole capire davvero come funzionano le reti, i sistemi operativi e la sicurezza informatica. Se il Flipper Zero ha democratizzato l’hacking hardware, il Flipper Onevuole fare lo stesso con il networking e il computing embedded. Vale la pena tenerlo d’occhio.






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