Dazio dogana Shein Temu, la fine degli acquisti a basso costo

Arrivano nuovi controlli sugli acquisti da Shein Temu e AliExpress

dazio dogana Shein Temu

Se compri spesso su piattaforme come Shein, Temu o AliExpress, tra qualche mese la spesa finale sarà diversa da quella a cui sei abituato. Il dazio dogana Shein Temu non è più solo una minaccia annunciata, è una riforma già scritta nero su bianco nel Regolamento (UE) 2026/382, e la fase più dura scatta il 1° novembre. Chi ha sempre considerato questi siti la scorciatoia definitiva per risparmiare dovrà rivedere qualche abitudine.

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Cosa è già cambiato dal 1° luglio

Il primo colpo del dazio dogana Shein Temu lo abbiamo già preso. Come avevamo raccontato parlando della tassa sui pacchi extra Ue, dal 1° luglio 2026 è stata abolita la franchigia doganale per le spedizioni sotto i 150 euro, sostituita da un dazio forfettario di 3 euro per ogni articolo. Non per pacco, per articolo. Quindi se ordini cinque capi diversi in un’unica spedizione da Shein, il costo aggiuntivo si moltiplica per cinque, indipendentemente dal prezzo pagato per ciascun pezzo. Questa misura transitoria resterà in vigore fino al 1° luglio 2028.

Dazio dogana Shein Temu, dal 1 novembre arrivano i PID obbligatori sugli acquisti.
Dazio dogana Shein Temu, la fine degli acquisti a basso costo

Cosa scatta il 1° novembre

Qui arriva il pezzo più tecnico ma anche più importante della riforma. Dal 1° novembre diventa obbligatorio comunicare in dogana i cosiddetti identificatori di prodotto, i PID (Product Identifiers). Sono codici alfanumerici che identificano in modo univoco un articolo, un lotto o un modello, e servono a rendere tracciabile ogni prodotto lungo l’intera catena di approvvigionamento. Ne esistono tre tipi. Il M-PID è il codice assegnato dal venditore e gestito dalle piattaforme marketplace. Il NS-PID è attribuito dal produttore secondo logiche proprie. Il S-PID, quando esiste, si basa su standard internazionali come EAN o ISBN. I dichiaranti doganali comunicano questi dati tramite nuovi codici documento TARIC, C127, C128, C129 e Y081 in caso di eccezione.

Perché lo fa l’Unione europea

L’obiettivo dichiarato dietro al dazio dogana Shein Temu non è solo fiscale. Con i PID, le dogane potranno identificare un prodotto non conforme o pericoloso ed estendere l’esito di un singolo controllo a tutti gli articoli con un rischio analogo, in qualsiasi Paese dell’Unione. Il tema si intreccia direttamente con quanto avevamo raccontato su Temu finita sotto accusa, dove le indagini avevano già messo in luce quanto sia diffusa la vendita di prodotti contraffatti o non sicuri su queste piattaforme. I PID nascono proprio per dare alle autorità uno strumento concreto contro questo fenomeno, non solo un modo per incassare qualche euro in più su ogni spedizione.

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Chi deve preoccuparsi davvero

Le nuove regole del dazio dogana Shein Temu non riguardano tutti allo stesso modo. Non si applicano alle spedizioni B2B destinate a soggetti con partita IVA nel Paese di importazione, che restano soggette alle procedure doganali ordinarie. Il peso della riforma ricade quindi soprattutto sulle vendite a distanza rivolte ai consumatori finali, cioè esattamente il modello di business su cui si basano Shein, Temu e AliExpress. Le piattaforme dovranno adeguare i propri sistemi per gestire il M-PID su ogni prodotto in vendita, mentre produttori e dichiaranti doganali si occuperanno degli altri due codici. Per chi acquista, in pratica, significa più informazioni richieste in fase di checkout e tempi di sdoganamento potenzialmente più lunghi per i primi mesi di transizione.

Dazio dogana Shein Temu, dal 1 novembre arrivano i PID obbligatori sugli acquisti.
Dazio dogana Shein Temu, la fine degli acquisti a basso costo

Cosa aspettarsi nei prossimi anni

Il dazio dogana Shein Temu e i PID non sono un punto di arrivo, ma un passaggio intermedio. Nel luglio 2028 entrerà in piena operatività l’EU Customs Data Hub, il sistema che permetterà di applicare a ogni prodotto importato il dazio ordinario previsto dalla tariffa doganale comune, eliminando del tutto le soglie di valore che oggi ancora esistono.

A quel punto, i PID apriranno anche la strada al futuro Passaporto digitale del prodotto, previsto dal regolamento UE sull’ecodesign, che renderà la trasparenza sui materiali e sulla provenienza un requisito strutturale per la circolazione delle merci nel mercato unico. Vale la pena ricordare che l’Unione europea non è sola in questo percorso, gli Stati Uniti hanno introdotto una misura simile dall’8 luglio per circa 600 categorie di prodotti, richiedendo agli esportatori di comunicare in anticipo i propri identificatori alla Customs and Border Protection.

La situazione

Il dazio dogana Shein Temu segna probabilmente la fine di un’epoca in cui comprare online da piattaforme cinesi significava pagare cifre irrisorie senza troppe domande, e chi continuerà a farlo dovrà mettere in conto sia il costo aggiuntivo per articolo sia un sistema di controlli molto più capillare di quello a cui siamo abituati oggi.

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