Crisi Leclerc in Ferrari: cosa sta succedendo davvero.
C’è qualcosa che non va a Maranello, e la crisi Leclerc è diventata il tema più chiacchierato del paddock dopo il GP Barcellona. Mentre il box numero 44 festeggiava la prima vittoria di Lewis Hamilton in rosso, dall’altra parte del garage il volto di Charles Leclerc raccontava una storia completamente diversa. Secondo ritiro consecutivo, un weekend da dimenticare e una domanda che ormai rimbalza ovunque: cosa sta succedendo davvero al monegasco?
Crisi Leclerc, due ritiri di fila che pesano
Partiamo dai fatti, perché aiutano a capire. A Monaco, gara prima, Charles si era ritirato al giro 68 con tre freni su quattro fuori uso, un guaio tecnico che lo aveva fatto infuriare e che aveva aperto pure una piccola guerra di comunicati con il fornitore.
A Barcellona la musica è cambiata ma il finale no: prima un errore in qualifica che lo ha mandato a sbattere e relegato in decima posizione, poi il ritiro al giro 63 per un cedimento al power steering, con la Ferrari SF-26 che lo ha mollato proprio mentre era in zona punti. Due domeniche, zero punti, tanta amarezza. La crisi Leclerc non è un’invenzione dei giornali, è una sequenza di numeri che parla da sola.
Il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, è che il secondo ritiro in sé è quasi la parte meno preoccupante. Quello di Barcellona è stato un problema indipendente dalla sua volontà, sfortuna pura. È tutto il resto a far suonare il campanello d’allarme.

Il vero problema non è la sfortuna
Quello che alimenta la crisi Leclerc è il confronto interno. La Ferrari SF-26, soprattutto dopo il pacchetto di aggiornamenti portato in Spagna, sembra adattarsi parecchio bene allo stile di guida di Hamilton. A Barcellona il britannico ha sfiorato la pole, ha messo a referto il giro veloce e ha vinto. Charles, sulla stessa macchina, ha sbattuto in qualifica. Quando due piloti hanno lo stesso mezzo e i risultati sono così distanti, le domande iniziano a farsele tutti, dentro e fuori Maranello.
C’è un dettaglio tecnico che fa riflettere. A Barcellona Leclerc aveva deciso di adottare la stessa impostazione dei freni di Hamilton, quei Carbon Industries su cui il sette volte campione si trova meglio. Una scelta che racconta molto: significa inseguire il set-up del compagno invece di imporre il proprio. Per uno che per anni è stato il punto di riferimento assoluto della squadra, quello capace di tirare fuori risultati superiori al reale valore della monoposto, è un cambio di gerarchie che brucia.
Charles, va detto, non ci sta a recitare la parte del rassegnato. Dopo la gara ha spinto sul lato positivo, sottolineando il grande passo avanti della macchina nella gestione gomme, il punto debole storico della Ferrari. E sul Mondiale 2026ha tenuto il punto: crederci fino alla fine. Parole giuste, da leader. Ma i fatti, per ora, vanno in un’altra direzione.

Cosa rischia adesso la Ferrari
La crisi Leclerc apre un problema strategico per Maranello che va oltre il singolo weekend. Se la SF-26 continua a esaltare Hamilton, la squadra dovrà decidere su chi puntare le sue fiche, e questo in casa Ferrari non è mai una conversazione semplice. Fred Vasseur per ora fa muro e tiene tutti sulla stessa barca, ribadendo che il risultato di Barcellona non cambia gli equilibri. Diplomazia, ovvio. Ma se la crisi Leclerc dovesse trascinarsi per altre gare, mantenere la calma diventerà sempre più difficile.
C’è poi il fattore psicologico, che nel motorsport conta quanto i cavalli del motore. Vedere il compagno vincere mentre tu collezioni ritiri ed errori può scavare dentro, e Charles lo sa bene. La sua reazione nelle prossime due o tre gare ci dirà se siamo davanti a un momento storto, di quelli che capitano a tutti, oppure a un cambio di equilibri più profondo dentro la Scuderia. Il prossimo appuntamento è il GP d’Austria del 28 giugno, e per il monegasco sarà già un piccolo esame.
Perché ti dovrebbe interessare?
Perché la crisi Leclerc non riguarda solo un pilota che fatica, ma tocca il cuore della Ferrari e di tutta la stagione: capire se Charles risale o se Maranello inizia a guardare più verso Hamilton è una delle storie più affascinanti di questa Formula 1 2026. Se sei tifoso del Cavallino o anche solo curioso di vedere come finisce questo braccio di ferro interno, le prossime gare diventano un appuntamento da non perdere.
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