Crash app Windows, quando i programmi si chiudono da soli
Un crash app Windows quasi mai è colpa del programma e basta. Quando i programmi si chiudono da soli, di solito c’è sotto uno di questi quattro problemi, ovvero file di sistema danneggiati, errori sul disco, RAM difettosa o un driver che litiga con l’applicazione. Windows ha già tutto quello che serve per scoprire quale dei quattro è, senza installare niente. Bastano il Monitoraggio affidabilità, il Visualizzatore eventi e tre comandi da lanciare nel prompt.
Crash app Windows, prima capire poi riparare

L’errore più comune, quando i programmi si chiudono da soli, è partire subito con i comandi di riparazione, magari copiando uno script trovato sui social, e lanciarli tutti in fila sperando che qualcosa funzioni. A volte va bene così. Spesso però perdi mezz’ora e il problema resta dov’era, perché non hai mai capito chi lo stava causando.
Le app si chiudono da sole per motivi molto diversi tra loro. Se crasha un solo programma, il colpevole è quasi sempre lui (o un suo plugin). Se invece crashano tutti, a caso e in momenti diversi, il problema sta più in basso, nel sistema o nell’hardware. Distinguere i due casi ti fa risparmiare un sacco di tempo, e per farlo servono due strumenti che hai già sul PC.
Come trovare quale crash applicazione si ripete
Il punto di partenza è il Monitoraggio affidabilità, uno strumento che quasi nessuno conosce e che invece è la cosa più leggibile che Windows abbia per questo genere di problemi. Premi Windows + R, scrivi perfmon /rel e dai Invio. Si apre un grafico a colonne, un giorno per colonna, con delle X rosse in corrispondenza di ogni crash applicazioneregistrato.
Clicca su una X e in basso compare il nome del programma. Con “Visualizza dettagli tecnici” vedi anche il nome evento, che nella maggior parte dei casi è appcrash Windows, cioè la sigla con cui il sistema segnala un’app terminata in modo anomalo. Guarda se si ripete sempre lo stesso nome. Se sì, hai già il tuo sospettato.
Per andare più a fondo c’è il Visualizzatore eventi, che abbiamo già usato per capire perché il PC si spegne da solo. Lo apri con eventvwr.msc, poi vai in Registri di Windows e poi in Applicazione. Cerca gli errori con ID 1000 all’orario del crash e leggi il campo del modulo con errore. Poco sotto trovi spesso anche un evento 1001, il rapporto di Segnalazione errori Windows, dove torna la sigla appcrash Windows insieme al nome dell’eseguibile. Se il modulo indicato è una DLL del programma stesso, reinstallalo o aggiornalo. Se invece è un file di sistema come ntdll.dll, il problema è più profondo, e da qui in avanti tocca ai comandi.
Riparare i file di sistema con SFC e DISM
Quando un appcrash Windows coinvolge più programmi, o punta a moduli di sistema, conviene controllare l’integrità dei file di Windows. Cerca Terminale nel menu Start, clic destro e poi Esegui come amministratore.
Il primo comando da lanciare è DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth. Ripara l’immagine di sistema, cioè la copia di riferimento da cui Windows prende i file buoni, e per farlo scarica i componenti da Windows Update, quindi serve la connessione. Ci mette qualche minuto e a volte sembra fermo al 20 o al 60 per cento. Non chiudere la finestra, è normale.
Poi lancia sfc /scannow, che confronta i file installati con quella copia e sostituisce quelli danneggiati. L’ordine conta, perché SFC con un’immagine rovinata non può riparare niente. Sono gli stessi due comandi che trovi nel nostro script di pulizia per Windows 11, se preferisci lanciarli con un doppio clic. Alla fine riavvia il PC.

Il controllo del disco con chkdsk
Un settore rovinato sul disco può far crashare un’applicazione nel momento esatto in cui prova a leggere un suo file. Dal solito Terminale amministratore lancia chkdsk /scan, che esegue un controllo senza bloccare niente e senza riavvii.
Se trova errori, il passo successivo è chkdsk /f. Sul disco di sistema non può girare con Windows acceso, quindi ti chiede se vuoi programmarlo al prossimo riavvio. Rispondi S e riavvia. Se il disco segnala errori spesso, fai un backup subito, prima di preoccuparti del crash applicazione di turno.

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Se SFC, DISM e chkdsk non trovano nulla ma le app si chiudono da sole lo stesso, in modo casuale e su programmi diversi, il primo indiziato diventa la memoria. Premi Windows + R, scrivi mdsched e scegli di riavviare subito. La Diagnostica memoria Windows controlla la RAM prima che il sistema parta e ti mostra il risultato dopo l’accesso. Se trova errori, il problema è hardware e nessun comando lo risolve.
Gli altri sospettati sono i driver, in particolare quelli della scheda video, che spesso fanno cadere proprio i giochi e i programmi di grafica. Aggiornarli dal sito del produttore risolve più problemi di quanto si pensi. Vale lo stesso per gli aggiornamenti di Windows. Se i crash sono iniziati subito dopo un update, e magari l’update stesso dava errore, parti dai passaggi che abbiamo raccolto per quando l’aggiornamento di Windows non riesce. Controlla anche le temperature, perché un portatile con le ventole impolverate può chiudere un programma pesante solo per proteggersi.
Il reset della rete, che molte guide infilano nella stessa lista, serve solo se a crashare sono app che dipendono da internet e vanno in errore quando non si collegano. Per tutto il resto non cambia niente. Altre soluzioni passo passo per il PC le trovi nelle nostre guide.
Quando i programmi si chiudono da soli la tentazione è formattare tutto e ricominciare, ma nella maggior parte dei casi basta un quarto d’ora di pazienza. Guarda prima il grafico dell’affidabilità, poi ripara, poi controlla l’hardware, in quest’ordine. Un crash app Windows che si ripete lascia sempre qualche traccia, e trovarla è metà del lavoro.



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