Chat Control passa al Parlamento UE, le tue chat sono a rischio?
Il 9 luglio 2026, ultimo giorno di lavori prima della pausa estiva, il Parlamento Europeo ha approvato la proroga della cosiddetta chat control, la deroga che permette a piattaforme come Google, Meta e Microsoft di scansionare su base volontaria le comunicazioni private alla ricerca di materiale di abuso sessuale su minori. Non è la prima volta che se ne discute: la chat control parlamento europeo era già stata respinta lo scorso 26 marzo, ma il testo è tornato al voto attraverso una procedura diversa, che ha reso molto più complicato bloccarlo di nuovo.
Per capire cosa succede davvero bisogna partire da cosa è la chat control. Non è una legge nuova che nasce dal nulla, ma la proroga di una deroga ePrivacy attiva dal 2021, scaduta lo scorso 3 aprile. Quella deroga non obbliga tutti i provider a controllare le chat degli utenti, ma permette a chi già lo fa volontariamente di continuare a farlo, entro alcuni limiti e garanzie stabilite dal regolamento stesso.
Per chi segue le ultime notizie tech, la vicenda si inserisce in un filone più ampio di tensione tra sicurezza online e diritto alla riservatezza delle comunicazioni, un tema che affrontiamo spesso quando parliamo di privacy digitale e che negli ultimi mesi ha diviso in modo trasversale forze politiche molto diverse tra loro, dalla destra alla sinistra fino ai liberali.
Crittografia end-to-end, cosa cambia davvero
Il punto centrale del voto riguarda proprio la crittografia end-to-end. Gli eurodeputati hanno approvato un emendamento che esclude esplicitamente dallo scopo della chat control tutte le comunicazioni protette da crittografia end-to-end, quindi WhatsApp, Signal e iMessage restano fuori dalla scansione.

Non è un dettaglio da poco: significa che, almeno per ora, i messaggi cifrati che scambi ogni giorno non possono essere letti da nessun sistema automatico collegato a questa normativa. Se vuoi capire meglio come funziona la protezione delle tue conversazioni, ne avevamo parlato anche a proposito delle novità sulla privacy di WhatsApp, dove Meta ha scelto un approccio simile puntando su meno dati condivisi possibile.
L’esclusione della crittografia end-to-end è stata ottenuta soprattutto grazie alla spinta del Partito Popolare Europeo, che ha voluto delimitare con precisione il perimetro della norma dopo mesi di trattative.
Un voto passato con l’aula quasi vuota
Qui arriva la parte più controversa della storia. Il Parlamento Europeo aveva già bocciato il rinnovo della chat control il 26 marzo, con 311 voti contrari. La deroga era quindi scaduta il 3 aprile, senza margine per tornare indietro.
Il 2 luglio però il Consiglio dell’Unione Europea ha ripresentato lo stesso identico testo sotto forma di regolamento formalmente nuovo, e la presidente Roberta Metsola ha riaperto il dossier in seconda lettura. Il cambio di procedura ha ribaltato i rapporti di forza: per respingere o modificare la posizione del Consiglio serve la maggioranza assoluta dell’intero Parlamento, 361 voti su 720, e non più la semplice maggioranza dei presenti in aula.
Il voto è arrivato proprio l’ultimo giorno prima delle ferie estive, con l’emiciclo semivuoto, condizione che ha favorito il sì alla proroga della chat control.

Chat Control 2.0, il regolamento che deve ancora arrivare
Molti confondono questo voto con il regolamento definitivo, ma si tratta di due dossier distinti. Quello approvato il 9 luglio riguarda solo la proroga temporanea e volontaria, comunemente chiamata chat control 1.0. Esiste poi un secondo fascicolo, molto più ambizioso, noto come chat control 2.0, ancora in negoziazione tra Parlamento, Consiglio e Commissione Europea, che punta a introdurre un sistema permanente e più strutturato di rilevamento.
Proprio su questo punto diversi eurodeputati, tra cui la relatrice tedesca Birgit Sippel, hanno parlato apertamente di rischio di sorveglianza di massa, sostenendo che la tutela dei minori si debba ottenere con indagini mirate sui sospetti, non analizzando le comunicazioni di milioni di persone senza alcun indizio a loro carico. Se vuoi rendere più solida la tua privacy in generale, indipendentemente da come evolverà la normativa, trovi diversi accorgimenti pratici nella nostra guida all’anonimato online, utile per capire quali strumenti aiutano davvero a proteggere le proprie conversazioni.
La situazione
La chat control riguarda direttamente il modo in cui usi lo smartphone ogni giorno, anche se per ora le app cifrate restano escluse. Tienila d’occhio: il regolamento permanente è ancora in negoziazione e potrebbe cambiare le regole del gioco molto più di quanto abbia fatto questa proroga.
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