CazéTV, il canale che trasmette la Serie A gratis in Brasile
CazéTV trasmette la Serie A gratis in Brasile su YouTube grazie a un accordo firmato con le società italiane per la stagione 2025-2026. Il canale nato da un ex streamer, Casimiro Miguel, oggi vale più di un canale tv tradizionale e porta il campionato italiano a milioni di persone senza abbonamento, mentre in Italia la stessa Serie A resta chiusa dietro DAZN e Sky.
Cos’è CazéTV e come è arrivato alla Serie A
CazéTV nasce nel 2022 come costola sportiva del progetto di Casimiro Miguel, uno dei creator più seguiti del Brasile, con il supporto dell’agenzia LiveMode. In pochi anni è passato dai contenuti scherzosi da streamer a diventare uno dei principali detentori di diritti sportivi del paese, fino a diventare il canale sportivo più grande su YouTube in Brasile.
Il salto di qualità è arrivato con il Mondiale 2026, quando CazéTV si è assicurata l’esclusiva digitale di tutte le 104 partite del torneo, arrivando a oltre 12 milioni di dispositivi connessi in contemporanea durante Brasile-Marocco. Da lì il canale ha iniziato a collezionare diritti su tornei internazionali, tra cui, dall’agosto 2025, anche la Serie A italiana.

Come funziona l’accordo per il campionato italiano
Per la stagione 2025-2026 il campionato italiano ha fino a cinque canali diversi che lo trasmettono in Brasile, tra cui X Sports, ESPN, Disney+ e CazéTV, che riceve circa tre o cinque partite a giornata su YouTube e Prime Video. Non è quindi un’esclusiva assoluta, ma una delle tante finestre attraverso cui il tifoso brasiliano segue Inter, Milan, Juventus e le altre big senza pagare nulla.
Il modello si ripete anche su altri campionati. Lo stesso canale ha ottenuto un accordo di sei anni per La Liga a partire dalla stagione 2026-27, diventando il principale detentore dei diritti spagnoli in Brasile, e trasmette contenuti anche di Bundesliga e Ligue 1.
Perché in Brasile è gratis e in Italia no
La differenza sta tutta nel valore del mercato e nella struttura storica dei diritti tv. In Brasile il calcio internazionale era terreno quasi vergine per lo streaming gratuito, e CazéTV ha potuto costruire un modello basato sulla pubblicità invece che sull’abbonamento, sfruttando l’enorme community già costruita da Casimiro.
In Italia il discorso è opposto. La Serie A vale da sola quasi un miliardo di euro l’anno in diritti tv, e con la nuova legge delega che permetterà alla Lega di vendere i diritti a un’unica piattaforma dal 2026, l’obiettivo dichiarato è superare 1,2 miliardi. Un salto diretto al modello gratuito farebbe crollare questi numeri, e nessun club sarebbe disposto ad accettarlo. Del resto anche altri sport italiani stanno vivendo una fase simile di riassetto dei diritti, come dimostra il caso del MotoGP, rimasto legato a Sky fino al 2027 mentre sullo sfondo si muovono anche Netflix e DAZN nella corsa ai diritti del motociclismo, come raccontato nel nostro approfondimento sui diritti tv del MotoGP.
Si può vedere la Serie A su CazéTV dall’Italia?
Tecnicamente il segnale esiste, ma è geo-bloccato per il pubblico brasiliano. Chi apre il canale YouTube di CazéTV da un IP italiano non vede le partite, perché la licenza copre solo il territorio brasiliano. L’unico modo per aggirare il blocco sarebbe una VPN che simula una posizione in Brasile, ma è una scorciatoia che entra in una zona grigia rispetto ai termini di servizio della piattaforma e alle licenze territoriali negoziate con la CBF e con le leghe europee. Non è la stessa cosa di trovare la sezione streaming del sito con contenuti legali disponibili in Italia.
Il futuro dei diritti tv in Italia
Qualcosa comunque si muove. Anche i grandi colossi dello streaming, da Netflix a Disney fino a Paramount, stanno valutando piani gratuiti finanziati dalla pubblicità per rispondere alla crescita di YouTube nel tempo speso dagli utenti. E player come Amazon e Apple stanno già entrando nel mercato dei diritti sportivi europei, Amazon con la Champions League in alcuni paesi, Apple con la MLS negli Stati Uniti.
Lo scenario più realistico per l’Italia nei prossimi anni non è un passaggio secco al modello gratuito in stile CazéTV, ma un ibrido, con qualche partita in chiaro ogni tanto e il grosso del pacchetto ancora legato all’abbonamento, magari con un nuovo attore tecnologico al posto o accanto a DAZN e Sky.
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Il caso CazéTV racconta bene come i diritti tv del calcio si stiano muovendo verso modelli diversi da paese a paese, e il fatto che la Serie A sia già gratis in Brasile mentre in Italia costa un abbonamento dice più sulla forza del nostro mercato che su una regola universale. Vale la pena tenere d’occhio come evolve la situazione, perché tra legge delega e nuovi attori tecnologici qualcosa nei prossimi anni potrebbe davvero cambiare.
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