Artificial, 50 miliardi con OpenAI e poi cancellano il film. Amazon scarica Guadagnino
Ci sono coincidenze che coincidenze non sono. Amazon MGM Studios ha appena abbandonato Artificial, il film quasi completato di Luca Guadagnino su Sam Altman, con Andrew Garfield nel ruolo del CEO di OpenAI. Il tutto a pochi mesi dall’accordo da 50 miliardi di dollari siglato tra Amazon e OpenAI. Nessuno lo dice ufficialmente, ma il tempismo parla da solo.
Amazon scarica Artificial: cosa è successo
La decisione è arrivata dal vertice: secondo le prime ricostruzioni, è stato Mike Hopkins, capo di Prime Video e Amazon MGM Studios, a comunicare personalmente a Guadagnino e al team di produzione che il film non sarebbe più stato distribuito dalla piattaforma. Il regista, stando al New York Times, era “scioccato”. Non è difficile capire perché: Artificial era praticamente finito, aveva già superato screening in quattro città con feedback molto positivi e aveva in cantiere una premiere all’SXSW 2027.

Amazon ha rilasciato una dichiarazione che suona come un abbraccio con il coltello dietro la schiena: “Abbiamo il massimo rispetto e ammirazione per Luca Guadagnino come regista pluripremiato. Crediamo che Artificial sarà meglio servito da uno studio diverso e stiamo lavorando con il team per trovare una nuova casa al film.” Traduzione: il film esiste, funziona, ma noi non lo vogliamo più.
Di cosa parla il film che fa così paura
Artificial è una satira drammatica scritta da Simon Rich, ex autore del Saturday Night Live, e si concentra sul periodo più turbolento della storia recente di OpenAI: il novembre 2023, quando Sam Altman fu licenziato dal consiglio di amministrazione e poi reintegrato nel giro di pochi giorni. Una storia già di per sé cinematografica, raccontata però senza troppa simpatia per i protagonisti.
Chi ha visto il film in anteprima ha descritto i personaggi di Altman e Elon Musk come i meno simpatici della storia, quelli che il pubblico “apprezzerebbe di meno”. Non esattamente il ritratto che il CEO di OpenAI avrebbe scelto per sé in un momento in cui la sua azienda sta stringendo accordi miliardari con uno dei più grandi player tech del pianeta.
Il cast che rende tutto ancora più clamoroso
Artificial non è un film qualsiasi. Il cast è da prima serata mondiale: Andrew Garfield interpreta Sam Altman, Monica Barbaro è l’ex CTO di OpenAI Mira Murati, Yura Borisov veste i panni di Ilya Sutskever e Ike Barinholtzè Elon Musk. Completano il cast Cooper Hoffman, Jason Schwartzman, Cooper Koch, Billie Lourd, Zosia Mamet, Angus Imrie, Chris O’Dowd e Mark Rylance.

Una produzione da 40 milioni di dollari, firmata da uno dei registi più acclamati del momento, quella stessa collaborazione con Amazon MGM che aveva già prodotto Challengers nel 2024. Per capire quanto fosse solido il rapporto tra Guadagnino e la piattaforma, basta ricordare che Artificial era il loro terzo progetto insieme, dopo anche After the Hunt con Garfield, Julia Roberts e Ayo Edebiri. Puoi trovare tutti gli aggiornamenti sui contenuti originali nella nostra sezione dedicata alle novità di Prime Video di giugno 2026.
L’accordo da 50 miliardi che cambia tutto
A febbraio 2026, Amazon ha annunciato un investimento da 50 miliardi di dollari in OpenAI come parte di una partnership strategica pluriennale per espandere l’uso di Amazon Web Services e sviluppare modelli AI personalizzati. Jeff Bezos e Sam Altman sono peraltro amici: il CEO di OpenAI era tra gli ospiti al matrimonio di Bezos a Venezia l’anno scorso.
In questo contesto, distribuire un film satirico che ritrae Altman come il personaggio meno simpatico della storia diventa un problema politico prima ancora che artistico. Amazon non ha mai detto che il motivo sia questo, ma non ha nemmeno offerto una spiegazione alternativa convincente. Non è la prima volta che la piattaforma si trova al centro di decisioni controverse: ne avevamo parlato anche analizzando la vicenda del rimborso Amazon Prime Video per la pubblicità, un’altra storia in cui gli interessi commerciali hanno pesato sulle scelte verso gli utenti.
Cosa succede ora ad Artificial
Il film è stato immediatamente proposto ad altri studios. Se non dovesse trovare un nuovo distributore prima del circuito dei festival autunnali, potrebbe debuttare a Venezia o al Toronto International Film Festival, che per la sua forte presenza di mercato rappresenta il punto di atterraggio ideale per un film in cerca di distribuzione. Chi volesse seguire gli sviluppi su questo e altri contenuti streaming può tenere d’occhio la nostra sezione streaming sempre aggiornata.
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Artificial esiste, funziona e ha già convinto le sale dove è stato proiettato in anteprima. Il problema non è il film: è chi lo ha prodotto e chi preferisce non distribuirlo. Amazon ha scelto i 50 miliardi di OpenAI. Guadagnino adesso cerca un nuovo studio disposto a scommettere su una satira scomoda sul potere nella Silicon Valley. Difficile che rimanga senza casa a lungo.






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