ADUO Ferrari, il nuovo motore arriva in Austria, ma non aspettarti miracoli

Il meccanismo FIA concede a Maranello due upgrade nel 2026. Il primo debutta a Spielberg, ma il vero recupero è un lavoro da mesi.

ADUO Ferrari, il nuovo motore arriva in Austria, ma non aspettarti miracoli

La notizia era nell’aria da settimane. Ora è ufficiale: ADUO Ferrari porta il suo primo aggiornamento concreto al Gran Premio d’Austria, sul circuito del Red Bull Ring di Spielberg nel weekend del 27-29 giugno 2026. Qualcosa cambierà sulla SF-26, ma prima di scaldarsi conviene capire cosa sia davvero questo meccanismo e quanto ci si può realisticamente aspettare.

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Cos’è l’ADUO e perché la Ferrari ne beneficia

ADUO sta per Additional Development and Upgrade Opportunities, un sistema introdotto dalla FIA per il ciclo regolamentare 2026-2030. La logica: se il motore a combustione interna di un costruttore è almeno il 2% più lento del migliore secondo l’ICE Performance Index, scattano opportunità extra di sviluppo con budget aggiuntivo fuori dal cost cap.

Il benchmark è il motore Mercedes, confermato come il riferimento assoluto in questo momento. Honda era già sicura beneficiaria. Per la Ferrari il dibattito ha tenuto banco per mesi nel paddock, con Maranello che ha spinto attivamente per ottenere le upgrade. L’esito? Con l’ADUO Ferrari, la FIA ha certificato che il motore della Scuderia è almeno il 4% indietro rispetto al migliore, il che concede due aggiornamenti nel 2026 e altri due nel 2027, con un extra budget fino a 6,35 milioni di dollari per ogni periodo.

ADUO Ferrari, il nuovo motore arriva in Austria, ma non aspettarti miracoli
ADUO Ferrari, il nuovo motore arriva in Austria, ma non aspettarti miracoli

Se vuoi capire da dove viene la SF-26 sul piano tecnico, l’analisi sulle innovazioni Ferrari ai test invernali resta un ottimo punto di partenza.

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Cosa porta davvero il primo ADUO Ferrari a Spielberg

Enrico Gualtieri, responsabile della divisione motori di Maranello, ha confermato l’aggiornamento con toni volutamente cauti. Il pacchetto ruota attorno alla testata cilindri in lega di acciaio, scelta tecnica portata avanti da Ferrari dall’inizio del progetto 2026 e ora spinta un passo più in là.

I numeri che circolano in paddock parlano di 4-5 cavalli in più dalla parte meccanica, a cui si aggiungono altri 2-3 cavalli grazie al nuovo carburante sviluppato da Shell. Sul giro, la stima è di poco più di un decimo di secondo. Non è una rivoluzione. Ed è lo stesso Gualtieri a dirlo senza giri di parole: in un campionato competitivo come questo, è irrealistico aspettarsi che un singolo aggiornamento trasformi il quadro generale.

Il percorso che ha portato fin qui aveva già dato segnali positivi a maggio, con il pacchetto aerodinamico debuttato a Miami che aveva restituito qualche risposta concreta. Ne avevamo parlato nell’articolo sugli aggiornamenti Ferrari a Miami.

Il telaio c’è, il motore è il problema

C’è un dato che emerge chiaro dall’intera stagione 2026Lewis Hamilton ha ripetuto più volte che la SF-26 ha il miglior telaio del paddock. Il problema è la power unit. Non la guidabilità, non il bilanciamento. La potenza pura del propulsore, specialmente in uscita dalle curve lente.

ADUO Ferrari, il nuovo motore arriva in Austria, ma non aspettarti miracoli
ADUO Ferrari, il nuovo motore arriva in Austria, ma non aspettarti miracoli

Ed è proprio su questo fronte che l’ADUO Ferrari diventa rilevante. La fabbrica sta lavorando su due binari in parallelo: quello evolutivo a breve termine e quello architetturale più ambizioso. Gualtieri lo ha spiegato lui stesso: i due flussi di sviluppo si rinforzano a vicenda, e ogni opportunità ADUO viene integrata nella roadmap tecnica complessiva, non gestita come intervento d’emergenza.

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Intanto Haas e Cadillac, che usano la stessa power unit Ferrari, potrebbero non adottare subito il pacchetto. I regolamenti FIA lasciano flessibilità nei tempi di adozione, e le due scuderie clienti stanno valutando i propri programmi tecnici in modo autonomo.

Il secondo ADUO Ferrari è già in cantiere

Maranello guarda già oltre Spielberg. Il secondo aggiornamento ADUO Ferrari è atteso probabilmente al GP d’Olanda o al GP d’Italia, con un turbocompressore di dimensioni maggiori. Ferrari aveva scelto un turbo più piccolo all’inizio del progetto 2026, ma quel vantaggio si è ridotto nel tempo e ora si cambia direzione. L’obiettivo è recuperare proprio nelle fasi di accelerazione, dove la SF-26 paga il conto più salato.

Sullo sfondo resta la questione politica. Red Bull è stata classificata come il miglior motore per le misurazioni ADUO, escludendo Honda dal ruolo di benchmark ma includendola tra i beneficiari. Risultato bizzarro, che ha già fatto discutere. Il rischio concreto, segnalato anche da The Race, è che i costruttori inizino a gestire le proprie performance nei periodi di misurazione per massimizzare le opportunità di upgrade. Per le ultime news sulla Formula 1, il tema è destinato ad accompagnare tutta la stagione.

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La situazione

ADUO Ferrari è ufficiale: il primo aggiornamento motore debutta a Spielberg, validato e pronto. Qualcosa guadagnerà in termini di potenza, ma non abbastanza da ribaltare i valori in campo in un solo weekend. Il quadro reale lo disegnerà la somma dei quattro upgrade previsti tra 2026 e 2027. Se la filosofia tecnica di Maranello regge, la SF-26 potrebbe diventare un problema serio per la Mercedes prima della fine dell’anno. Per ora, ogni gara è un passo.

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